Storia dettagliata di Sansone e Dalila


La storia di Sansone e Dalila è una vicenda di seduzione e inganno . Gli ingredienti del racconto biblico sembrano scelti apposta per parlare ai nostri giorni: Sansone, come indica in nome stesso, è focoso come il sole e bello come un dio; lei, come lascia intendere la radice araba del nome Dalila, sa comportarsi come una "guida amorosa". Tra questi due giovani, inoltre, c'è anche il fascino esotico mediorientale e il rischio che accende il desiderio dell'avventura: sono degli amanti di due popoli diversi e per giunta in guerra. Ma veniamo alla vicenda (Cf. A. Fumagalli, E Dio disse loro... , 22-25).

I nemici dell'invincibile Sansone, approfittando dell'ascendente che la bella Dalila aveva su di lui, promettono all'ammaliante ragazza una cospicua somma in denaro in cambio della possibilità di catturare il forte nemico dei filistei. La prospettiva dei soldi innesca la seduzione amorosa: soldi e sesso sono due armi quanto mai efficaci per far capitolare gli esseri umani! Stuzzicata dal denaro, ma ancor più - come spesso capita alle donne - dall'idea di sedurre un uomo tanto importante, Dalila comincia a circuire Sansone per conoscere il segreto della sua inaudita forza che tanto intimoriva i suoi avversari: "Spiegami: da dove proviene la tua forza così grande e in che modo ti si potrebbe legare per domarti?" (Gdc 16,6). Sansone, sospettoso davanti all'interesse della giovane donna, mette Dalila sulla strada sbagliata infliggendole un cocente umiliazione. Le suggerisce di legarlo con sette corde d'arco fresche che lo avrebbero reso debole e fiacco; ma tutto ciò diventa l'occasione per rivelare ancora una volta la sua forza sovrumana (Gdc 16,7-9). Di fronte a questo inganno, Dalila si sente ferita nell'orgoglio: Sansone si era preso gioco di lei e adesso la giovane donna si sente infiammata del desiderio di vendetta . Come se non bastasse, Sansone sorpassa ogni misura ripetendo per ben tre volte lo scherzo!

Spinta dal desiderio di vendicarsi di Sansone per questi suoi inganni, Dalila passa al ricatto affettivo e afferma: "Come puoi dirmi: Ti amo, mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte ti sei burlato di me e non mi hai spiegato da dove proviene la tua forza così grande" (Gdc 16,16). Ecco, dunque, farsi avanti la sua impareggiabile astuzia e tenacia: poiché Dalila importunava e tormentava Sansone ogni giorno, alla fine lui cede alle sue lusinghe e le apre tutto il suo cuore. La giovane donna, allora, mette in atto la sua sottile arte erotica: "Essa lo addormentò sulle sue ginocchia" (Gdc 16,19). Il raggiro di Dalila alla fine ha la meglio sull'ingenuità di Sansone.

Il finale del racconto biblico svela quanto perfido può essere l'adescamento amoroso e quanto tragico il lasciarsi tentare. L'attualità di questo racconto sta nell' esaltare la seduzione amorosa , tanto pubblicizzata anche oggi da film, giornali e riviste. L'arte della seduzione solletica una delle aspirazioni più originali del cuore umano: la voglia di dominare e conquistare gli altri. Non che sia del tutto da censurare questa istintiva aspirazione di far breccia nel cuore dell'altro: essa può aiutarci a far fronte al nostro egoismo che finirebbe per rinchiuderci nella solitudine del nostro cuore. Ma la conquista del cuore altrui ad ogni costo può anche diventare l'espressione più eloquente del nostro desiderio egoistico di dominare e legare l'altro fin nel suo intimo. Con la seduzione si può ingenuamente pensare di giocare, di essa si può perfidamente servirsi con doppiezza. Lo si è sempre fatto, fin dai tempi biblici; però con una grande differenza, rispetto ad oggi: non la si spacciava per vero amore!



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