Analisi: Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni


di Madame de Stael
Analisi del testo:

  1. Riassumi il contenuto del testo in dieci righe.
  2. Quale funzione viene attribuita al teatro?
  3. Quali espressioni usa Madame de Stael per descrivere la letteratura italiana? Quali sue caratteristiche considera del tutto negative?
  4. Spiega il significato della similitudine “come […] complimenti”.
  5. Nel brano è possibile individuare tre parole chiave su cui si svolge l’argomentazione dell’autrice: “novità”, “utilità” e “verità”. Spiega per quale motivo questi concetti sono importanti nel testo e nel contesto culturale romantico.

RISPOSTE:
1) In questo passo Madame de Stael vuole mettere in luce l’arretratezza, l’impoverimento e la sterilità della cultura italiana, caratterizzata dalla costante ripresa e ripetizione dei modelli classici antichi, ormai superati dal resto dell’Europa, in cui sta nascendo una cultura nuova. E’ proprio a queste nuove tendenze che gli intellettuali italiani dovrebbero guardare, non per imitarle o copiarle come stanno facendo con la cultura antica, ma per espandere la propria conoscenza interessandosi a nuove tematiche, stimolando così la nascita di una nuova letteratura, caratterizzata da un nuovo vigore e lontana dalla monotona imitazione degli schemi antichi. Tuttavia, secondo la de Stael, i letterati italiani giacciono nell’ozio e sprecano il loro tempo o rovistando nella letteratura classica in cerca di qualche motivo da imitare o scrivendo poesie dal suono armonioso che però non esaltano i cuori altrui poiché non sono nate dall’autentica passione dello scrittore.

2) Per Madame de Stael il teatro ricopre un ruolo di grande importanza e di superiorità rispetto alla letteratura, esso è infatti da lei descritto come il “magistrato della letteratura”. Proprio per questo motivo sostiene la necessità di tradurre opere teatrali che sarebbero di grande utilità poiché arricchirebbero l’ambiente culturale italiano.

3) Madame de Stael ha una considerazione molto negativa e assume un atteggiamento fortemente critico nei confronti della letteratura italiana, essa le appare sterile, povera, priva di fantasia e troppo legata all’imitazione dei modelli antichi, ormai superati e non adatti all’ambiente culturale attuale.
Trova inaccettabile infatti che la letteratura ricada sempre nelle stesse espressioni, riprese e ripetute a imitazione dei canoni classici, che portano solo a poesie vuote e inutili e che fanno si che l’Italia resti in una condizione di arretratezza e disinteresse verso le tematiche moderne che si stanno diffondendo nel resto dell’Europa.

4) I “complimenti” nelle compagnie simboleggiano i costumi tradizionali, tipici della società italiana, che durano da tempo tanto da essere ormai divenuti inattuali. Queste formalità inoltre vanno a danno della spontaneità e con tale metafora la de Stael vuol farci capire come anche la letteratura italiana sia pervasa dalle formalità classiche a danno della circolazione delle idee nuove, vere e attuali.

5) Dal passo è possibile individuare tre parole chiave su cui Madame de Stael svolge la sua argomentazione, esse sono “novità”, “utilità” e “verità”. L’autrice da molta importanza a questi concetti poiché essi sono proprio ciò di cui, dal suo punto di vista, ha bisogno l’Italia in questo momento e sono inoltre i motivi principali del contesto culturale romantico che si sta diffondendo in tutta Europa.
Con il termine “novità” si allude al distacco dalla letteratura antica verso una letteratura nuova, quella romantica, che sconvolge completamente le forme e i modelli classici affrontando tematiche del tutto nuove e in una maniera mai adottata prima d’ora. Novità inoltre è proprio ciò di cui ha bisogno più di ogni altra cosa l’Italia, che deve svecchiare la propria cultura, sterile e monotona, verso appunto le novità dell’epoca romantica.
Per “utilità” invece si intende che la nuova letteratura deve tendere all’utile e non essere fine a sé stessa, non deve quindi perdersi dietro alle formalità classiche, al linguaggio armonioso ma vuoto e privo di significato.
Infine il termine “verità” sta a significare che la materia letteraria non deve scaturire da imitazione dei modelli antichi ma deve nascere da se stessi, dalla propria interiorità, lasciando trasparire i sentimenti e le emozioni che si provano, dicendo quindi veramente ciò che si prova e non scrivendo cose che in realtà non si condividono creando poesie vuote che non raggiungono il cuore dei lettori.

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