Le scoperte geografiche e la scoperta dell'America


Durante il Medioevo l'Europa acquistava sete, pietre preziose ed in particolare le spezie dall'Oriente, questo modo di fare commercio era molto convenevole quanto rischioso infatti comportava l'attraversamento di terre controllate dai musulmani. Gli europei, decisero di adottare una strategia più costosa per evitare questi rischi e preferirono affidarsi agli arabi per il trasporto delle spezie nei porti del Mediterraneo. I Veneziani erano quelli che facevano più commercio con gli orientali e il traffico avveniva nei porti di Alessandria e di Tripoli, poi veniva rivenduto in tutta Europa.

Siccome le soluzioni costose non piacciono a nessuno si cercò un modo per continuare il commercio delle spezie senza viaggiare nei territori orientali, bisognava trovare una nuova via per le Indie, tutta via mare. Per fare questo bisognava non solo attraversare il Mediterraneo ma anche affrontare l'Oceano navigando intorno all'Africa.

I primi tentativi di spedizione che avvennero nel XIII e nel XIV secolo fallirono tutti più che altro per la scarsa preparazione, non erano all'altezza per affrontare l'Oceano Atlantico. Per le spedizioni veniva utilizzata come imbarcazione la galera, lunga e mossa a remi, comportava un equipaggio numeroso e frequenti soste per fare rifornimenti di cibo e acqua; questo poteva andare bene per navigare lungo le coste del Mediterraneo ma non per navigare le ondate tempestose dell'Atlantico.

Nel Quattrocento gli Europei fecero progressi importanti per una navigazione più sicura sia per quanto riguarda le tecniche nautiche sia per le conoscenze geografiche acquisite. Si resero conto che la 'galera' (nave a remi) non era ideale per navigazioni di lunga distanza e la sostituirono con la caravella (nave a vela), più guidabile, più veloce e dato che sfruttava la forza del vento richiedeva un numero di equipaggio di gran lunga minore rispetto all'imbarcazione precedente e quindi lo spazio rimanente poteva essere occupato di acqua e viveri, in questo modo non era più necessario fare soste forzate per eventuali rifornimenti.

Nel Cinquecento anche la caravella venne sostituita e il suo posto lo prese il galeone, più grande e robusto, ma soprattutto armato di cannoni (solitamente 30 cannoni) e per questo poteva essere impiegato sia come nave da guerra sia da trasporto. Grazie all'implementazione dei cannoni gli Europei riuscirono a sconfiggere le flotte arabe e a conquistare il dominio dei mari.
Non solo le armi, anche gli strumenti utili per la navigazione come la bussola, il quadrante, l'astrolabio e le carte nautiche vennero perfezionate in questo modo i naviganti potevano orientarsi con maggiore sicurezza rispetto a prima intraprendendo viaggi ancora più lunghi.

Nel 1497 i Portoghesi attraversarono per primi l'Atlantico (mare Oceano), essi cercavano un collegamento marittimo con le Indie per appropriarsi del commercio delle spezie che attualmente veniva controllato dai veneziani.
Il re Enrico il Navigatore (1394-1460) era molto favorevole alle spedizioni geografiche, e nel corso del Quattrocento i naviganti portoghesi conquistarono l'arcipelago delle Azzorre, le isole di Capo Verde ed esplorarono il Golfo di Guinea. Quando si addentrarono dentro l'Africa scoprirono che era più grande di quanto avevano immaginato, molto ricca di oro e da qui ebbe inizio il commercio degli schiavi neri.

Nel 1487 Bartolomeo Diaz riuscì a fare meglio ma solo dieci anni dopo si concretizzò il commercio delle spezie, nel 1497, con il navigatore portoghese Vasco de Gama che parti da Lisbona e giunse dopo circa un anno a Callicut.

Nel 1500, la spedizione dal Portogallo all'India comandata da Alvares Cabral a causa della forte tempesta sbarco sullo coste del Brasile, un territorio ancora sconosciuto sulle carte geografiche ed ovviamente tutto da conquistare.

Esplorazioni di Colombo

Anche la Spagna voleva essere parte integrante dei viaggi e delle scoperte geografiche, optò per una via diversa da quella che intraprendevano i naviganti portoghesi e si affidarono al navigatore genovese Cristoforo Colombo (1451-1506). Egli che si basava sulle teorie del geografo fiorentino Paolo Toscanelli aveva fatto un calcolo geografico: la Terra è rotonda e quindi si poteva raggiungere l'Oriente anche passando da Occidente, il tutto perché pensava che questa fosse la via più breve per raggiungerlo ma soprattutto ancora non si era a conoscenza del continente americano...
Nel 1492 il viaggio di Colombo fu finanziato dai sovrani di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona; gli fornirono denaro, uomini e le navi per il viaggio: 3 caravelle, la Nina, la Pinta e la Santa Maria (quest'ultima più pesante). Fecero un accordo prima di partire che garantiva a Colombo una parte dei proventi nel caso avesse scoperto/trovato qualcosa d'interessante e di valore.
Partì dal porto di Palos il 3 agosto 1492 e il 12 ottobre sbarcò in quello che lui chiamò San Salvador (nelle Bahamas).
Stando a quanto scritto da Marco Polo capì che il territorio su cui era approdato non poteva né essere la Cina e nemmeno il Giappone, nonostante questo era convinto di trovarsi nell'estremo Oriente Col proseguimento delle esplorazioni scoprì le Antille e Cuba, ma pur non essendo riuscito a raggiungere il suo scopo quando tornò in Spagna fu elogiato per l'impresa compiuta. Tuttavia lui era uno che se non riusciva a portare a termine la sua missione non era contento e infatti ci riprovò per altre tre volte nell'impresa di attraversare l'oceano ma non si rese mai conto di aver scoperto l'America, un continente ancora sconosciuto. Nel 1506 Colombo morì povero e dimenticato dato che non riuscì ad ottenere il risultato che sperava.

Dopo Portogallo e Spagna, nel 1497 era arrivato il momento delle spedizioni inglesi con i navigatori italiani Giovanni e Sebastiano Caboto che aprirono una rotta verso il Nord del continente americano.
Nel 1525 toccò alla Francia con Giovanni da Verazzano che cercava un passaggio per l'Oriente da nord-est ma senza successo.
Amerigo Vespucci, navigatore fiorentino fu il primo a capire che il viaggio di Colombo fu di grande importanza perché non era sbarcato su una parte dell'Asia bensì su un continente nuovo e immenso; l'America prende questo nome, appunto, da Amerigo.
Dal 1500 in poi le spedizioni per scoprire nuovi territori si fecero sempre più insistenti, l'epoca delle grandi scoperte culminò con la spedizione di Magellano, voluta dalla monarchia spagnola per completare l'obbiettivo incompiuto di Colombo, attraversare l'Oriente passando da Occidente.
Dopo un anno di navigazione giunse nello stretto che adesso porte il suo nome e si affacciò sul Pacifico, era riuscito a trovare il passaggio verso l'Oriente, raggiunse le Filippine ma venne ucciso dagli indigeni. Anche se morì il suo viaggio non si concluse, una delle sue navi era riuscita a scampare al pericolo e prosegui il viaggio attraversando l'Oceano Indiano, passando per il Capo di Buona Speranza e facendo rientro nel 1522 in Spagna. Fu il primo navigatore a compiere la circumnavigazione del globo terrestre, questo viaggio dimostrò anche che la Terra è di forma sferica, che il diametro era maggiore di quanto ipotizzato dagli studiosi e che il Pacifico era un oceano grandissimo. Quindi dal punto di vista geografico la spedizione di Magellano è stata la più importante!

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