La Repubblica di Weimar Riassunto


La breve stagione della Repubblica di Weimar
Alla fine degli anni Venti, dopo la sconfitta della prima guerra mondiale, in Germania, il secondo Reich cadde e si instaurò una repubblica: la repubblica di Weimar che prese il nome del posto dove fu istituita la Costituzione. La situazione tedesca sembrava essersi stabilizzata: per la prima volta nella sua storia la Germania conosceva una democrazia parlamentare funzionante, i principali conflitti territoriali sembravano risolti e il sistema produttivo era in forte ripresa, era anche una Repubblica molto avanzata perché prevedeva il voto alle donne. In realtà si trattava di un equilibrio fragilissimo, legato, dal punto di vista economico, ai piani di aiuti di altre potenze europee e degli Stati Uniti. Appena dopo la prima guerra mondiale, quando ancora questo tipo di sostegno non si era messo in moto, i Tedeschi avevano conosciuto la peggiore crisi finanziaria della storia, innanzitutto il Marco venne svalutato (veniva usato per carta da parati), e solo una violenta repressione aveva permesso alla repubblica di Weimar di sopravvivere a numerosi tentativi di insurrezione da parte di estremisti di destra e di sinistra.

L’ascesa di Hitler
Con la crisi del ’29 e con la conseguente sospensione degli aiuti economici, la situazione precipita. I disoccupati diventavano milioni e anche tra i ceti medi si diffondeva una profonda insicurezza. Gli operai che perdevano il posto ingrossavano le fila di un combattivo e intransigente Partito comunista, mentre all’estrema destra i nazionalsocialisti raccoglievano, oltre ai voti di protesta, i consensi degli strati sociali più spaventati da un possibile sbocco rivoluzionario filosovietico. Il tentativo di costituire una democrazia liberale si scontrava così con un pesante strascico di delusioni, rancori, desiderio di rivincita, che favoriranno l’ascesa del Partito nazista, il cui leader Adolf Hitler, senza fare nulla per nascondere il suo programma decisamente autoritario, militarista e antidemocratico, diventava capo del governo dopo il grande successo del suo partito in una libera competizione elettorale.
Naturalmente, dopo la salita al potere di Hitler la democrazia durò ben poco. In meno di un anno, il Fuhrer accentrava su di sé tutto il potere e inaugurava una politica chiaramente bellicista: l’esercito venne potenziato, l’economia venne orientata alla produzione bellica, tutta la vita sociale venne organizzata gerarchicamente e le opposizioni vennero messe a tacere. Gli altri grandi Paesi europei accordavano alla nazione tedesca alcune concessioni, proprio per timore di un nuovo conflitto: il risultato fu che essi dovettero affrontare la Germania nazista nel suo momento migliore, così forte da conquistare l’Europa in pochi mesi (riferimento alla seconda guerra mondiale).



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