Riassunto: Il Verismo

Riassunto:

Il positivismo e il naturalismo si diffondo anche in Italia, fornendo una chiave interpretativa della realtà sociale e i lineamenti essenziali di poetica al movimento letterario che prende il nome di verismo (elaborato il '70 e l'80 e le cui opere più significative vennero pubblicate nel decennio successivo, legato al Naturalismo francese risente dell'influsso del realismo inglese e di quello russo (Tolstoi al Dostoevskij) i cui elementi verranno modificati in base al contesto socio culturale italiano.
Il verismo si muove nell'ambito della medesima cultura scientifica del Naturalismo francese (che si era proposto uno studio scientifico della società e della psicologia dell'uomo, rigettando ogni idealismo e studiando i ceti più umili, che per le loro reazioni psicologiche elementari, si pestano meglio ad un'analisi scientifica soggettiva). Con un interesse di rinnovamento sociale meno deciso e attenuando l'analisi naturalistica dei fenomeno patologici trasferisce nell'arte il metodo della scienza fondato sulla concezione positivistica della realtà, per cui la vita interiore dell'uomo e quella sociale è spiegabile attraverso il metodo scientifico. Per i veristi l'arte è uno studio disinteressato dei documenti umani, cioè dei fatti seri, storici e l'analisi deve essere condotta con scrupolo scientifico, da qui si vede la differenza tra esso e il realismo romantico mentre per il Manzoni il vero era illuminato da un'interpretazione religiosa o idealistica della vita, per i veristi l'angolo visuale è materialistico e scientifico. Antiromantico è il canone dell'impersonalità:
in quanto il verista si proponeva di rappresentare la realtà oggettivamente senza alcuna intrusione soggettiva, né di sentimenti né di ideologie, procedendo dello studio scientifico dei fatti alla formulazione delle leggi che li determinano. il Verga vagheggiava un romanzo che sembrava fatto da sé (aver maturato ed essere sorto spontaneo come un fatto naturale, senza serbare alcun punto di contatto col suo autore. Il romanzo contemporaneo risulta influenzato dal positivismo e naturalismo solo nella forma. La novità che viene apportata dal naturalismo si riduce quindi ad un fatto formale, all'impersonalità con lo scrupolo scientifico, cioè al dovere del romanziere dell'obiettività, cioè deve analizzare la realtà evitando di inserire e manifestare il punto di vista personale cercando una più scrupolosa aderenza al vere.
(L'importanza del Verismo va considerato nel contesto culturale del suo tempo, infatti mentre rigettava il sentimentalismo romantico ormai banalizzato e il romanzo storico estenuato e convenzionale sviluppa le esigenze più profonde del Romanticismo realistico suo fine era una letteratura che fosse strumento di conoscenze e di diffusione del vero, considerazione critica delle strutture sociali presenti, onde stabilire nuovi rapporti tra gli uomini e fondare la ricerca degli ideali di libertà e di giustizia fuori da ogni utopia, estendendoli a tutta la società e non ad una piccola parte di essa. Dietro l'impossibilità dei veristi c'era dunque un'indignazione polemica, un desiderio di denuncia dei falsi miti, soprattutto uno stato d'animo di disperazione e pessimismo, che rivelano tuttavia l'urgente necessità di risolvere i problemi di fondo della società.
Nel movimento verista manca la fiducia in una concreta azione di rinnovamento, per spiegare questo pessimismo bisogna tener conto del contesto storico-culturale quale l'arretratezza socio-economica italiana, le permanenze feudali, lo scarso dinamismo del tessuto sociale a cui si aggiungono degli specifici problemi locali, acuiti dalle delusioni risorgimentali e componenti delle mentalità e cultura meridionale. (I principali rappresentanti del Verismo furono scrittori meridionali anche se il suo centro fu a Milano. Il Verismo assunse un carattere regionale e dialettale, adeguato al mondo delle plebi del mezzogiorno e delle isole ancora chiuse in una civiltà arcaica, fra le barriere d'uno secolare solitudine e un secolare abbandono. Mentre gli scrittori realisti europei erano i portavoce di un'esigenza consapevole di un'intera società, i veristi dovevano interpretare il desolato silenzio d'una moltitudine inerte e miserabile estranea alla cultura e ai problemi della vita. Per questo la loro opera appare più solitaria di quella degli scrittori europei e un inchino pietoso sui desiderati, ma sempre un po' di scoccato pessimismo e senza slancio rivoluzionario.
-senza la fiducia razionale del progresso che fu propria del positivismo ed espresse altrove il sostanziale ottimismo con cui una borghesia saldamente egemone contemplava una realtà sociale da lei stessa determinata, limitato l'adesione delle classi più colte che ben presto aderirono ai miti più appariscenti carducciani e dannunziani. Il Verismo rappresentò il desiderio di rottura nei confronti di una tradizione letteraria troppo spesso estetizzanti la ricerca un'adesione sostanziale alle verità e di uno stile semplice, diretto, legato alle cose e al parlato, tale da assorbire nella lingua nazionale modi, forme e sintassi dialettali.

Alla visione negativa della realtà sociale comune anche ai naturalisti francesi, non si accompagna una fiducia nella scienza come strumento di emancipazione dell'uomo e di soluzione di problemi.
Verga nella prefazione ai Malavoglia il progresso diventa una macchina che stritola i più deboli non vedendo alcun esito positivo del processo, si incentra sulla drammaticità del meccanismo, focalizzando l'attenzione sui vinti.
Naturalismo e Verismo divergono anche per la natura dei documenti trattati, cioè per i soggetti sociali protagonisti delle opere realizzate. Poiché l'Italia non ha ancora visto lo sviluppo industriale (come in Francia) né quello di un proletariato industriale urbano, l'economia è agricola, il tessuto sociale è dominato dal proletariato rurale, e soprattutto nel meridione permangono i residui del feudalesimo, soggetto della narrativa verista e il mondo contadino.
Elementi importanti della poetica verista sono anche il regionalismo e il particolarismo sono esigenze che nascono per cause soggettive, per l'impossibile di poter rappresentare con scrupolo una realtà diversa da quelle che si conosce direttamente (la frammentazione politica italiana e la profonda diversità delle condizioni di vita, di mentalità e di cultura delle diversi realtà regionali dovette indurre gli scrittori di considerare una realtà più particolare di quelle omogenea di Parigi industrializzata.

Anche in Italia l'introduzione alla medicina sperimentale di Bernard diventa manifesto della descrizione obiettiva della facoltà, nasce così il Verismo, che condivide alcuni elementi del Naturalismo, ne rifiuta e ne crea altri.

SITUAZIONE SOCIALE ED ECONOMICA
L'industrializzazione al Nord cresce vertiginosamente e di conseguenza si sviluppano le due classi in eterna lotta tra loro: borghesia e proletariato; nel 1892 nasce il Partito Socialista Italiano. La politica accentratrice del nuovo stato e l'estensione delle leggi amministrative piemontesi a tutto il territorio rendono ancora più evidenti i limiti dell'unificazione: il tentativo di uniformare politicamente l'Italia non migliora il diverso sociale ed economico fra Nord e Sud, tanto meno cancella il regionalismo

VERISMO E NATURALISMO
La corrente francese si occupa di studiare il comportamento della classe proletaria o della bassa borghesia, le orribili conseguenze dell'industrializzazione e la miseria condizione degli umili all'interno di una disumana realtà cittadina. Diversamente avviene in Italia dove il proletariato si è appena creato e non costituisce ancora una solida classe sociale. Le due tendenze letterarie che si rivolgono al vero sono perciò il romanzo tardo-romantico e d'appendice per descrivere la borghesia e il Verismo per ritrarre la realtà contadina.

LA CLASSE OGGETTO DEL VERISMO "Gli umili"
Il Verismo italiano scopre una realtà contadina arcaica e immobile, insensibile al mito razionalistico, scientifico, progressista e ai mutamenti nazionali: la coscrizione obbligatoria sembra ingiustificata e priva di qualsiasi significato patriottico, le modificazioni legislative in seguito all'unificazione nazionale non vengono comprese e la vita è condotta esclusivamente all'interno del paese e della provincia. In tale situazione il Verismo nasce e si sviluppa principalmente in Meridione e manca totalmente di quella speranza di un futuro miglioramento che anima il Naturalismo.

POETICA
Diffuso e teorizzato da Villari e Capuana, il Verismo si basa principalmente sull'impersonalità dell'opera (che deve sembrare essersi creata da sola), sull'indagine positivistica dei meccanismi psicologici e sul realismo anche linguistico (si moltiplicano i dialoghi e i discorsi diretti; si fa uso più vasto del dialetto).


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