Paradiso canto 29 Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del ventinovesimo canto del Paradiso (Canto XXIX) della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Ritratto di San Gerolamo ad opera di Filippino Lippi


Analisi del canto

Un monologo dottrinario
È uno dei canti di più alta tensione teologico-filosofica. Prosegue qui il «trattato di angelologia» iniziato nel precedente. A parte il breve esordio di poesia astronomica (v. 19), si tratta di un unico monologo dottrinario di Beatrice, in cui alla cospicua materia teologica e intellettuale si alternano momenti di intensa polemica morale e sociale (vv. 85-129).


La questione teologica: gli angeli
I temi trattati da Beatrice sono quelli della creazione degli angeli, della ribellione contro Dio capeggiata da Lucifero, dell'esistenza o meno della memoria negli angeli, del loro numero e della loro differente perfezione. Si tratta naturalmente di questioni di relativa importanza per la nostra cultura religiosa, ma che al tempo di Dante erano di primario interesse e appassionavano studiosi e teologi. Non a caso il Dante teologo si impegna a discutere ed esprimere la propria opinione anche in contrasto con autorità (auctoritas) riconosciute quali S. Girolamo e lo stesso S. Tommaso.


La questione morale: l'invettiva contro i teologi e i predicatori
Dalla questione, ampiamente dibattuta nella Scolastica, sull'esistenza negli angeli di facoltà propriamente umane come quelle dell'intelletto, della memoria e della volontà prende spunto la polemica contro le diverse scuole teologiche e i falsi predicatori (vv. 70-126). Al centro è la convinzione fondamentale che le verità della religione debbano essere sempre ricercate nella Sacra Scrittura; la colpa dei filosofi è proprio quella di indagare questo Libro della verità e non per la ricerca di chiare risposte, bensì per inventare continuamente nuove teorie l'una in contrasto con l'altra, per il gusto del filosofare e per il desiderio di conseguire la fama per la propria arguzia e intelligenza. Ma la responsabilità più grave è il volontario travisamento della Bibbia da parte dei predicatori, poiché in questo caso si induce al male e all'errore tutti i fedeli.


I registri linguistici
Come e più che in altri casi, anche in considerazione del luogo sublime in cui si svolge la scena, colpisce nel canto la mescolanza di due registri apparentemente opposti: da un lato la ricercatezza retorica e dottrinaria della trattazione teologica (introdotta dal complesso lessico scientifico-mitologico nell'esordio astronomico), dall'altro il linguaggio aspro e crudo dell'invettiva di Beatrice: si pensi a espressioni come predicate al mondo ciance (v. 110), con motti e con iscede (v. 115), gonfia il cappuccio (v. 117), tale uccel nel becchetto s'annida (v. 118), ingrassa il porco (v.124), ecc.


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