Al cuor non si comanda


Cosa significa il proverbio "Al cuor non si comanda": origine, spiegazione e come si usa nella lingua italiana.

Al cuor non si comanda è un noto proverbio italiano di cui non si conosce l'autore ma che potrebbe essere giunto a noi per un'usanza dell'Antico Egitto.



Significato

Il proverbio sta a significare che le decisioni (nel modo specifico quelle importanti) partono dalla testa, cioè analizziamo attentamente una situazione, se è necessario chiediamo consiglio a chi probabilmente ha maggiore esperienza in materia e infine scegliamo l'opzione più giusta o meno sbagliata per noi e per gli altri.
Questo non avviene, invece, quando ci sono in gioco i sentimenti (come quando ci si innamora): i sentimenti sono degli stati d'animo spontanei e non programmabili che ben di rado la ragione è in grado di governare.
In particolare, quando si è innamorati si "perde la testa", cioè si perde la capacità di controllare i sentimenti provati o verso chi, e si dice che in questo caso sia il cuore a comandare.

Dal momento che il cuore vince sempre sulla testa è nato il detto "al cuor non si comanda".



Perché il cuore viene associato all'amore?

Tra l'altro il legame fra cuore e amore non è del tutto fantasioso, anzi, il cuore segue il ritmo delle emozioni perché è la pompa che irrora il sangue ai vari organi ed è direttamente implicato in tutti quei processi che riguardano l'emotività. E quando si provano certe sensazioni il cuore batte più velocemente, quindi potrebbe essere questo il motivo principale per cui il cuore viene associato all'amore.

Il simbolo potrebbe anche essere nato nell'antichità, infatti, già dall'Antico Egitto si credeva che dal cuore scaturissero i pensieri, le emozioni e i sentimenti. Gli stessi egizi, durante il processo di svuotamento del cadavere che precedeva la sua mummificazione, estraevano gli organi interni come polmoni, stomaco ed intestini, persino il cervello (mediante un apposito gancetto metallico infilato su per le narici) per depositarli nei vasi canopi accanto al defunto, ma lasciavano al suo posto il cuore, sede delle emozioni e della coscienza della persona, il solo organo che gli avrebbe permesso di proseguire la sua esistenza ultraterrena dopo la morte e di affrontare il giudizio da parte di Anubi.

Anubi usava una bilancia per pesare il cuore del defunto e lo confrontava con una piuma, simbolo di "leggerezza dell'anima", quindi di giustizia. Nel caso la piuma fosse stata più pesante del cuore, avrebbe garantito la vita eterna al possessore. In caso contrario, questi veniva dato in pasto all'essere ibrido Ammit detta la "Divoratrice". Essendo il cuore simbolo della vita, questo gesto rappresentava la morte eterna dell'individuo.



Come si usa?

Non è uno di quei proverbi che sente dire ad alta voce perché l'amore è un sentimento forte che condiziona il volere di una persona, in un certo senso una debolezza, e per molti non è piacevole mettere in bella mostra le proprie vulnerabilità. Quindi spesso si tende a negare di essere innamorati. Diciamo che è più una frase da film romantico tipo quelli che passano in televisione dove tutto finisce per il meglio.


ESEMPI
:
- Egli era un Re, poteva permettersi qualunque donna di alto rango, ma si era innamorato di una inserviente. Al cuor non si comanda.

- Ha lasciato un lavoro ben retribuito, una vita sistemata, una casa, gli amici, i genitori, i parenti... per lei. Al cuor non si comanda.


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