Paradiso canto 4 Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del quarto canto del Paradiso (Canto IV) della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Salvador Dalì, Spiegazione di Beatrice


Analisi del testo

Un canto dottrinario
Come il canto II, anche il canto IV è un tipico esempio di canto dottrinario, occupato interamente dalla spiegazione da parte di Beatrice di due aspetti della dottrina cristiana: la sede dei beati (vv. 28-63) e la dottrina del voto (costruita sulla differenza tra volontà assoluta e volontà relativa: vv. 64-117). Il canto costituisce un unico segmento logico-narrativo con il successivo, dove si completerà la trattazione teologica qui iniziata.


La sede dei beati
Tutti i beati hanno sede nell'Empireo, il vero Paradiso. Ma per permettere a Dante di comprendere la natura e la gerarchia all'interno della loro perfetta beatitudine, si distribuiscono solo per lui e provvisoriamente nei vari cieli: Dante è ancora vivo, e quindi può apprendere solo partendo dai dati sensibili. Così Dante risolve la questione, sapendo inaccettabile teologicamente la collocazione dei beati nei cieli inferiori, ma creandosi la possibilità di costruire poeticamente un Paradiso simmetrico all'Inferno e al Purgatorio: là erano divisi in base a peccati e pene, qui in base a meriti e virtù. In questa trattazione c'è anche un raro riconoscimento alla filosofia platonica in ambito cristiano medievale, mutuata da Dante attraverso Alberto Magno.


La dottrina del voto
Dante, dopo aver ascoltato le storie di Piccarda e Costanza, esprime un dubbio molto umano: esse non mantennero i voti perché costrette con la violenza a lasciare il monastero. Quale colpa si può loro attribuire? La risposta di Beatrice è espressione della precisa giustizia di Dio: esse avrebbero dovuto continuamente tentare di ritornare al chiostro e comunque farlo non appena fosse stato possibile, ma così non fu. Se poi Costanza rimase in cuor suo fedele al voto fatto, ma per timore di un male più grave acconsentì alla violenza subita, qui interviene la distinzione tra volontà assoluta e volontà condizionata o relativa: la fedeltà dunque di Costanza al voto fatto non fu sostenuta dalla volontà assoluta, quella che non consente nulla al male, ma da una volontà relativa, cioè condizionata dalla scelta, privata e discutibile, di un male minore. Così la logica scolastica trattava sulla morale cristiana fin nelle situazioni più specifiche.


I dubbi di Dante
Fin da questi primi canti, individuiamo il meccanismo narrativo più frequente nella terza cantica: i dubbi di Dante, che innescano le spiegazioni di Beatrice o degli spiriti. Già presente nelle cantiche precedenti, in Paradiso diventa strumento sistematico e costante, per il carattere altamente dottrinario e intellettuale dell'argomento.


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