Paradiso canto 10 Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti del decimo canto del Paradiso (Canto X) della Divina Commedia di Dante Alighieri.
J. Flaxman, Gli spiriti sapienti


Analisi del canto

Nel cielo del Sole
È il primo dei cinque canti dedicati al cielo del Sole e agli spiriti sapienti, una delle sequenze più lunghe e coerenti dell'intero poema, ed evidentemente tra le più significative per il poeta. Qui si costruisce la scena, qui si pongono (attraverso le parole di S. Tommaso) i presupposti per le questioni e gli incontri dei canti successivi.


L'armonia del creato
L'esordio del canto fonde il motivo estetico-sentimentale della bellezza del creato con quello intellettuale dell'ordine universale operato dalla Trinità (Figlio, Amore e ineffabile Valore, vv. 13). Il miracolo è sottolineato dall'appello al lettore (vv. 7-27) e dalla solennità del momento: Dante è giunto dove mai nessun uomo vivo era salito, neppure S. Paolo.


La disposizione dei beati
Nel cielo del Sole gli spiriti sapienti si dispongono con un preciso ordine agli occhi di Dante, formando un cerchio cui se ne aggiungerà un secondo nel canto successivo. In tutti i cieli superiori, a partire appunto da questo, sarà caratteristico il presentarsi dei beati in predeterminate e ordinate forme: qui il cerchio, nel cielo di Marte la croce, in Giove il profilo dell'Aquila della Giustizia, in Saturno lungo i gradini di una scala d'oro.


La presenza dei beati
Anche la presentazione dei beati seguirà da adesso in avanti una modalità comune: l'elencazione degli spiriti da parte dell'anima in dialogo con Dante. In questo caso si tratta di S. Tommaso, e gli spiriti qui nominati vanno a costituire un prezioso documento, quasi lo «schedario» di una virtuale biblioteca della cultura medievale che ci permette di ricostruire l'ambito di studi e di letture di Dante, e quindi di individuare fonti di ispirazione poetica e intellettuale della Commedia.


La musica e la danza
Se la luce e la vista sono gli strumenti principali di rappresentazione e fruizione del Paradiso, a loro si accompagnano costantemente quelli della musica e dell'udito: l'armonia del Paradiso si risolve nella dolcezza sublime del canto dei beati e dei suoni prodotti dal circolare concentrico delle sfere celesti, e i movimenti delle anime vengono assimilati alla danza. Di questo aspetto strutturale leggiamo un esempio celebre ai vv. 70-81, in cui ritroviamo anche l'affermazione dell'ineffabilità e dell'indicibilità dell'esperienza di Dante in Paradiso.


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