Dappertutto, Dapertutto o Da per tutto: come si scrive?


Si scrive "Dappertutto" con la doppia p, "Dapertutto" con una sola p, "Dapperttutto" con la doppia t o "Da per tutto", diviso in tre parole?

Questa espressione viene usata per indicare un’azione che avviene in ogni parte o in ogni luogo; altri sinonimi sono per ogni dove, ovunque e dovunque. Qui di seguito andiamo ad analizzare tutti i casi possibili per sciogliere ogni dubbio.


DAPPERTUTTO = questa è la grafia corretta e anche quella più utilizzata. È un avverbio di luogo composto dalle due preposizioni "da" e "per" e l'avverbio "tutto". L'univerbazione richiede l'unione delle due preposizioni semplici e dal momento che la prima parola termina per vocale (da) si ha il raddoppiamento della "p" che è detto raddoppiamento fonosintattico (da + p + per).


DAPERTUTTO = non si può scrivere così, perché non è stato tenuto conto del raddoppiamento fonosintattico.


DAPPERTTUTTO = non si può scrivere nemmeno così! Il raddoppiamento fonosintattico si applica quando la prima parola che è stata unita presenta una vocale (da + per), ma nel secondo caso (per + tutto) vi è la consonante "r", pertanto non va raddoppiata la "t".


DA PER TUTTO = la grafia separata non è errata, si tratta di locuzione avverbiale, ma è una forma arcaica (= antica) e oggi viene utilizzata raramente.



Esempio

- La messaggistica istantanea si è diffusa dappertutto.
- Steve Jobs era ricco e ingegnoso, i suoi aforismi compaiono un po' dappertutto.
- Il cornuto è conosciuto in paese, lo stupido dappertutto.


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