Inferno Canto 8 - Analisi e Commento


Spiegazione, analisi e commento degli avvenimenti dell'ottavo canto dell'Inferno (Canto VIII) della Divina Commedia di Dante Alighieri.

La vivacità del canto
Sequenza varia di movimento e vivace di situazioni: la visione da lontano della città di Dite, la scena con Flegias, l’attraversamento della palude Stigia, l’articolato incontro con Filippo Argenti, lo sbarco sotto le mura di Dite, lo scontro con i demoni, e l’attesa di un evento straordinario.


Filippo Argenti
All’anonimo personaggio è affidato il compito di rappresentare l’intera schiera degli iracondi, Il suo vizio si manifesta in due immagini: il gesto con cui tenta di rovesciare la barca, e il suo rabbioso sbranarsi tra le urla degli altri dannati. Nell’episodio è presente l’emotività moralistica dell’autobiografismo dantesco.


La città di Dite
La cittadella infernale ospita i dannati e le colpe più spregevoli, quelle in cui concorse anche la ragione: l’eresia, la violenza, la fraudolenza. Si può dire che qui cominci l’inferno vero e proprio, e per questo Dante vi incontra l’ostacolo maggiore. Dite è rappresentata come una città-fortezza medievale, con le mura intercalate dalle torri, i segnali luminosi fra i posti di guardia, gli sbarramenti difensivi, i soldati sugli spalti.


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