O pioggia feroce: analisi e commento - Clemente Rebora


Testo, analisi del testo, commento e figure retoriche della poesia "O pioggia feroce" di Clemente Rebora, contenuta nella raccolta Frammenti lirici.


Testo

O pioggia feroce che lavi ai selciati
lordure e menzogne
nell'anime impure,
scarnifichi ad essi le rughe
e ai morti viventi, le rogne!
Quando è sole, il pattume
e le pietre dei corsi
gemme sembrano e piume,
e fra genti e lavoro
scintilla il similoro
di tutti, e s'empiono i vuoti rimorsi;
ma in oscura meraviglia
fra un terror di profezia
tu, per la tenebra nuda
della cruda grondante tua striglia,
rodi chi visse di baratto e scoria:
annaspa egli nella memoria,
o si rimescola agli altri rifiuti,
o va stordito ai rìvoli di spurghi
che tu gli spazzi via.
Ma per noi, fredda amazzone implacata,
o pioggia di scuri e di frecce
tu sei redentrice adorata
del rinnegato bene;
per noi, che sentiamo insolubil mistero
quando la vita si sdraia alle cose,
mentre l'eterno in martirio di prove
ci sembra spontanea purezza del vero,
tu sùsciti come il silenzio
dove natura è più forte,
operi come la morte
dove immortale è il pensiero.
Oh, lava e scarnifica e spazza
chi fra i bari del mondo non volle aver bazza:
sgrumando la lugubre scoria
che c'inviliva alla gente,
snuderai l'oro e la gloria
che non si vendon né recan piacere,
ma splendono d'un balenìo
che irraggia invisibile sugli altri con Dio.



Analisi del testo e commento


METRICA: versi liberi.

Irregolari ma numerose le rime, oltre alle assonanze e consonanze. Esse esaltano in Rebora, la tensione del dettato poetico, riportandolo ai suoi nuclei essenziali ed evitando i rischi di una eccessiva dispersione.



Il significato della pioggia

La pioggia è definita feroce, ossia crudele e implacabile, ed è una cosa comune nelle città. Il significato spirituale e religioso dell'acqua, come purificazione (si pensi al valore cristiano del battesimo), agisce qui con particolare intensità e violenza, con un accanimento, che è direttamente proporzionale alla sporcizia delle strade e alla falsità della gente (in cui le persone sono paragonate a dei morti viventi).
Il sole riesce a far brillare anche le cose più ripugnanti, esaltando le apparenze superficiali, che nascondono le colpe e i finti rimorsi.
La pioggia si infiltra invece dentro le cose e le scarnifica, toglie le scorie e le impurità, e mette a nudo le povere glorie, le finte virtù e la miseria reale di un'esistenza falsa e artificiale.



Tensione morale e crudezza del linguaggio

La visione del mondo di Rebora non è pacifica e serena, ma acre e impietosa. La tensione morale che la anima si esprime attraverso un linguaggio poetico crudo e risentito, in cui le azioni e i sentimenti umani sono rappresentati in modo duro e scontroso.
Ciò si può notare dall'uso di parole che possiedono una connotazione moralistica forte e incisiva, in senso negativo ("lordure" fa rima con "impure", poi abbiamo i sostantivi rughe, rogne e pattume ecc.).
Sono parole dal suono cupo e stridente, che già Dante aveva adoperato nella divina commedia («rime aspre e chiocce»). Altra rima simile nel testo è ai versi 33-34 «spazza / bazza».
Anche i verbi possiedono una tonalità cruda: scarnifichi, rodi, spazzi, sgrumando ecc.



Figure retoriche

Allitterazione = cruda grondande tua striglia. Ripetizione della r (v. 15)

Assonanze = mistero / vero (vv. 25-28); cose / prove (vv. 26-27).

Antitesi = il similoro / di tutti (vv. 10-11) e l'oro de la gloria (v. 37.)

Analogia = pioggia redentrice (vv. 22-23). Analogia con la figura di Cristo, il Redentore.


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