Riassunto vita: Marino Moretti


La vita e le opere di Renato Serra in sintesi.


Marino Moretti (Cesenatico, 18 luglio 1885 – Cesenatico, 6 luglio 1979) è stato uno scrittore, poeta e romanziere italiano. Fu anche autore di opere teatrali. È noto soprattutto come poeta crepuscolare.

Si trasferì nel 1902 a Firenze, non portò a termine gli studi e iniziò a frequentare la scuola di recitazione, dove ebbe modo di stringere amicizia solida e duratura con Aldo Palazzeschi, altro allievo della scuola. Entra poi in contatto con altri crepuscolari (Gozzano, Corazzini, Govoni, Gianelli). Dichiaratosi contrario al fascismo, firmò il manifesto antifascista di Benedetto Croce, pur non partecipando attivamente alla vita politica. Condusse un'esistenza schiva e appartata, collaborando intensamente al Corriere della Sera.

La sua attività iniziale è rivolta alla poesia. Nella raccolta Fraternità (1905), dedicata al fratello morto e alla madre viva e piangente, l'atmosfera dominante è quella pascoliana: al centro sono gli affetti domestici, il legame condizionante con la madre, la contrapposizione fra la casa-nido e il mondo.

Nei poemetti della Serenata delle zanzare i contenuti sono minori e degradati, orientati verso una mentalità piccolo-borghese.

Le Poesia scritte col lapis (1910) introducono gli ambienti più tipiche del crepuscolarismo morettiano: signorine appassite e chiusi ambienti di provincia ; il grigiore e la noia quotidiana, segno di un'ansia e di una insoddisfazione represse; i cani randagi e gli organetti di Barberia; il senso di inutilità della vita, cui corrisponde un linguaggio monotono e uniforme, basato sulle ripetizioni e sulle riprese; il mondo infantile, regressivo, dei banchi e dei compagni di scuola. Non mancano tuttavia momenti ironici, con toni di più risentita e graffiante cattiveria.

La situazione di fondo non muta nelle Poesie di tutti i giorni (1911), che ribadiscono lo stretto rapporto fra infanzia e dimensione del quotidiano. Non a caso il libro si apre con l'Ode al lapis; contiene una sorta di itinerario nei luoghi topici della noia cittadina; ripropone il motivo delle beghine (beghinaggio) e torna sulla raffigurazione di luoghi chiusi (La farmacia), sottratti al trascorrere del tempo.

Il giardino dei frutti (1916) conclude il discorso poetico sin qui condotto da Moretti accentuandone le componenti critiche. Nelle poesie scolastiche prevalgono ora gli aspetti di una insofferenza corrosiva (la scarsa propensione al Leopardi, l'amore per Carolina Invernizio, l'avida lettura del D'annunzio "proibito").

Quando scoppia la prima guerra mondiale, pur non essendo stato ritenuto idoneo al servizio militare, volle partecipare; e si arruolò come infermiere lavorando negli ospedali da campo.
Durante gli anni della guerra avvenne l'esordio di Moretti come romanziere, con Il sole del sabato, cui seguiranno, tra gli altri, Guenda (1918), La voce di Dio (1920), Né bella né brutta (1921), I puri di cuore (1923), Il segno della croce (1926), L'Andreana (1935), I coniugi Allori (1946), La camera degli sposi (1958). Ambientate in un mondo piccolo-borghese, queste opere ne riflettono l'ideologia dominante, ma ne colgono anche la crudeltà e le storture.

Ancora più numerose, tra il 1907 e il 1956, le raccolte delle novelle. Da segnalare i libri di memorie che iniziano come rievocazioni patetico-sentimentale e finiscono per diventare anticonformistici e insofferenti: Mia madre (1923), Via Laura (1931), Scrivere non è necessario (1937), I grilli di Pazzo Pazzi (1951).

Negli ultimi anni, Moretti ritorna a dedicarsi alla poesia adottando uno stile moderno, con un distacco ironico e sentenzioso: L'ultima estate (1969), tre anni e un giorno (1971), Le poverazze (1973) e Diario senza le date (1974). Qui il suo stile è scontroso e sincero, disarmante e tagliente, mescola verità e finzione, semplicità e paradosso.

Muore qualche anno più tardi, nel 1979, a Cesenatico.


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