Sì come i marinar' guida la stella - Monte Andrea


Appunto di letteratura riguardante la poesia "Sì come i marinar' guida la stella" di Monte Andrea: testo, parafrasi, figure retoriche e commento.

Testo:

Sì come i marinar' guida la stella,
che per lei ciascun prende suo vïag[g]io,
e chi per sua follia si parte d'ella
radoppia tostamente suo danag[g]io:
la mia dritta lumera qual è, quella
che guida in terra me e 'l mi' corag[g]io?
Voi, gentile ed amorosa pulzella,
di cui m'ha mess' Amore in segnorag[g]io,
ché troppo è scura la mia via e fella
a gir, se vostra lumera non ag[g]io.
La qual fa disparere ogn'altra luce,
ché, laove apar vostro angelico viso,
altro sprendor giamai non vi riluce.
Pulzella, poi m'avete sì conquiso
che sol per voi mia vita si conduce,
merzé, dal vostro amor non sia diviso.



Parafrasi

Così come la stella guida i marinai, sicché ciascuno, per merito suo, può seguire la sua rotta, e chi per sua follia si allontana da lei raddoppia subito il suo danno, qual è la mia vera stella, quella che guida in terra me e il mio amore?
Siete voi, nobile e gentile fanciulla, in potere della quale mi ha ridotto Amore, poiché la mia strada è troppo oscura e traditrice, se non ho il conforto della vostra luce. Essa fa scomparire ogni altro lume, poiché, laddove appare il vostro viso d'angelo, non può sfavillare mai altro splendore. Fanciulla, poiché mi avete conquistato a tal punto che la mia vita si trascina solo per voi, pietà, non allontanatemi dal vostro amore.



Figure retoriche

Sì come i marinar' guida la stella = similitudine (v. 1).

La mia dritta lumera qual è = anastrofe (v. 5). Cioè: "qual è la mia vera stella".

Gentile ed amorosa = endiadi (v. 7).



Analisi e commento

In questa variante del sonetto le due quartine sono sostituite da una strofa di dieci versi. Il sonetto proposto presenta appunto questa forma estesa e sviluppa un tema ricorrente della lirica cortese: la donna è paragonata alla stella non solo per la sua bellezza, ma perché è per il poeta una guida sicura, che gli indica la giusta via nel viaggio dell'esistenza. Il poeta si riferisce alla donna che esercita su di lui la signoria, il potere (segnorag[g]io): è evidente la ripresa del tema provenzale della «servitù d'amore. La bellezza della donna è anche espressione della sua perfezione morale.


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