L'età giolittiana ha inizio in questo modo: il nuovo re Vittorio Emanuele 3° (1900-1946) rinuncia alla repressione e chiama al governo il liberale di sinistra Zanardelli. Allora il ministero degli interni era occupato da Giovanni Giolitti che subentra nel 1903 a Zanardelli dimesso per motivi di salute diventando così il nuovo capo del governo. Giovanni Giolitti (1842-1928) è piemontese, viene dalla pubblica amministrazione e appartiene alla sinistra moderata liberale, era già stato a capo del governo nel 1892-93. Sostiene la neutralità dello stato nei conflitti sociali per motivi economici (chi non guadagna non consuma) e politici per collaborare con il movimento sindacale e socialista; per allentarne la tensione rivoluzionare segue però una politica clientelare.
Fonte: Mapper-Mapper