Tema sulla Vita


Questo tema affronta i motivi per cui bisogna amare la vita.

Tema Svolto:
Molti poeti, molti scrittori e filosofi hanno espresso nelle loro opere giudizi amari sulla vita, sul suo valore e significato: basti pensare al Leopardi. Non pochi giovani si danno alla droga, al vizio o alle dissipazioni perché mancano d'ideali e d'aspirazioni per il loro avvenire. Vi sono uomini che se la prendono per contrasti e piccoli dispiaceri, guardando soltanto a se stessi e non ai grossi dolori degli altri. Vi è chi crede che la vita sia soltanto meccanicismo e materialità e chi si cruccia nel masochismo, nella frustrazione e nel continuo disinganno, non sapendo trovare una ragione di gioia e di soddisfazione. Invece nella vita, bisogna sempre trovare un motivo di soddisfazione, di gioia e di esultanza.
Per me il piacere fisico dura poco e lascia un debole semplice tant'è che possono essere dimenticati o sostituiti nel tempo. Quello che è più profondo ed apprezzabile è il piacere spirituale. Esso non consiste nella soddisfazione materiale degli appetiti e dei sensi, ma nel sereno svolgimento dello spirito e di tutte le facoltà ammesse: la psiche, la mente, l'intelletto e il cuore.
Per Dante ogni cosa terrena è ordinata per tendere verso Dio per sollevarsi verso l'alto, per abbandonare i sensi, le passioni, la materia. Ma la dottrina Dantesca implica un profondo senso di religiosità e misticismo, che, in gran parte, era prodotto dalla cultura del tempo. Oggi noi intendiamo come religione il complesso di credenze che rende umile l'uomo di fronte a forze ignote o misteriose, che si collegano con le divinità che hanno sempre unito gli uomini nella preghiera, nel canto, nel culto, nella raccolta in chiesa dei fedeli superiori, insieme con la possibilità di elevarci e di liberarci dalle passioni, è già qualcosa di miracoloso.
E' meraviglioso che noi uomini siamo dotati di un corpo così perfetto e straordinario che, per quanto venga analizzato e studiato, offre sempre nuovi aspetti, come l'universo che, per quanto venga lustrato dalle sonde spaziali e dalle astronavi, si rivela sempre più complesso e grandioso. Noi dovremmo rallegrare delle meraviglie dei nostri sensi, delle percezioni e delle intuizioni che ci privilegiano su tutti gli altri esseri creati e viventi e che ci fanno gustare i cibi che sono a nostra disposizione, gli spettacoli della natura che ci esaltano e ci sublimano come un tramonto, un'alba, una notte di stelle, i prati fioriti in primavera, il verde dei monti visibile in lontananza, il manto della neve ecc. Aristotele affermò che l'arte dell'uomo non è altro che imitazione della natura, e Dante insieme con gli scolastici, ha dimostrato che la natura è figlia di Dio e difatti sono molte le persone che nei giorni festivi, stanchi dagli angusti spazi cittadini, delle vie inquinate, dello smog e cinte da muraglie di cemento sentono il bisogno per dare un po' di pace allo spirito di rifugiarsi sui colli, nei prati e nella campagna per godersi un po' di silenzio e di paesaggio primigenio.
La vita è bella e basta saperla apprezzare e sono molti che giudicano la vita come un dono di Dio, un miracolo, un privilegio per le cose belle che essa ci riserva, come i viaggi, la veduta dei paesaggi e degli ambienti che non abbiamo ancora conosciuto, per le amicizie nuove che possiamo fare per gli esempi di generosità ed eroismo ai quali possiamo assistere.
E' vero che vi sono anche delitti, atrocità, malattie, guerre, stragi e morte, ma sono appunto queste cose brutte che, per contrapposto ci fanno gustare maggiormente quelle belle. Ogni gioia nasce e trova motivazione nel dolore, e questo non va mai considerato in se stesso ma nelle favorevoli conseguenze di cui è portatore.
Io sono sempre attaccato alla vita, ho sempre rifiutato il pessimismo, mi sono guardato dallo sconforto anche nei momenti più tristi, ho sempre nutrito la speranza che ad ogni dolore fa seguito una gioia più grande. La vita è un dono perché ci offre, ogni giorno nuovi motivi di gioia e di esultanza, ci fa assistere a nuovi episodi di generosità e di bontà, ci mostra molte persone più buone di noi che sanno comprendere ed amare anche coloro che sono antipatici o che fanno del male; ci introduce nella chiesa dove i fedeli cantano inni al Signore presentando gioie e speranze ultraterrene.
Potendo constatare che né la ricchezza né la potenza sono fonti di felicità giacché causano maggiori preoccupazioni e portano alla guerra, come ci hanno insegnato i saggi antichi, possiamo trovare la felicità in noi stessi, riscoprendo ogni giorno le più straordinarie doti dello spirito che ci permettono di liberarci dalle passioni e di nutrire altri ideali come l'amore per i nostri fratelli, la fratellanza, l'odio della guerra, la solidarietà contro la delinquenza, l'estensione del bene. Al di là di questi concetti generali più volte mi sono chiesto dove si trova maggior motivo di amare e di stare accanto alla vita. Anzitutto nel fruire di una famiglia sana e unita la quale rappresenta il rifugio, il conforto, l'aiuto, l'affettuosità e l'amore naturale.
Avere una madre confidente, un padre affettuoso, fratelli e sorelle altruisti è sinonimo di sintonia in una famiglia ed in questo modo è più facile confidare i segreti anche per il gusto di sfogarsi con qualcuno. Se in famiglia non si può fare questo ecco che subentrano gli amici o per meglio precisare i migliori amici ai quali si può dire di tutto e ricevere qualche consiglio o semplicemente un po' di conforto.
La vita è unica ed ogni individuo è responsabile della propria vita quindi la può vivere nel modo in cui crede sia più giusto per lui ma anche per gli altri anche perché la propria libertà finisce quando inizia quella degli altri.

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