Trama: Enrico IV, Pirandello


di Luigi Pirandello
Trama:

Nell'Enrico IV il protagonista è un ricco borghese, impazzito 20 anni prima per essere caduto da cavallo in una caccia in maschera, durante la quale si era vestito da Enrico IV, l’antico imperatore di Germania. A disarcionarlo volutamente era stato il barone Belcredi per rivalità nell'amore per la marchesa Matilde Spina. Impazzito, egli aveva creduto di essere davvero Enrico IV e i suoi familiari, fallito ogni tentativo di rinsavirlo, glielo avevano lasciato credere per non aggravare la situazione.
Ma, dopo numerosi anni di pazzia, improvvisamente era guarito; tuttavia, essendosi reso conto che il rivale Belcredi, la causa del suo male, era diventato l’amante di Matilde Spina, egli temendo di essere deriso come pazzo, fissato per sempre in quella “forma” in cui era stato costretto per anni, aveva deciso di continuare a fingere la pazzia per meglio osservare gli altri e le “follie” del loro comportamento. Dopo otto anni trascorsi in questa finzione, rivedendo il barone Belcredi, egli ha finalmente l’occasione di ucciderlo.
A questo punto, consumata la vendetta, al finto Enrico IV non resta che continuare a fingersi tale per sempre, per “mascherare” con la pazzia il delitto compiuto. Nel rifiuto del finto Enrico IV di tornare alla normalità, è evidente il rifiuto delle assurdità e delle convenzioni ipocrite del mondo borghese. Il protagonista del dramma rinsavito dopo tanti anni di pazzia, dovendo scegliersi una “forma” preferisce mantenere quella del pazzo, continuando a recitare la parte di Enrico IV. Così può non solo vendicarsi di quelli che lo avevano rovinato, che sono costretti a stare al suo gioco, ma diventa cosciente di una sua superiorità sugli altri: lui la pazzia, l’ha superata, ma tanti, e senza rendersene conto, rimangono con le loro piccole e grandi manie.


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