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Spiegazione: All'Italia, Leopardi

di Giacomo Leopardi
Spiegazione:

All'Italia, che fa parte delle canzoni civili, fu scritta da Leopardi nel settembre 1818 a Recanati, dopo la stesura del “Discorso di un Italiano intorno alla poesia romantica” e dopo l’incontro con Pietro Giordani e insieme alla canzone “Sopra il monumento di Dante” che si preparava in Firenze. Essa fu pubblicata nell'edizione di Roma all'inizio del 1819 (col titolo Sull'Italia  e poi nell'edizione di Bologna del 1824 con una dedica a Vincenzo Monti (che poi venne eliminata nelle successive edizioni). Quest'ultimo definì la canzone “bella e veramente Italiana” e tale fu il giudizio prevalente nell'età risorgimentale, entusiasta dell'impegno civile in essa espresso, come testimonia per esempio una lettera di Giordani (“La tua canzone gira per questa città come fuoco elettrico: tutti la vogliono, tutti ne sono invasati”) e i molti giudizi favorevoli (tra cui quelli di Manzoni e di De Sanctis che insistette sulla “naturalezza e semplicità”).Leopardi elabora un discorso di forte tensione civile, ove si denuncia i mali dell'Italia e si celebra l'unico suo primato, quello delle lettere e delle arti “Ultima gloria degli Italiani”. È una canzone con un evidente richiamo ai valori della patria e della necessità di liberarsi dalla dominazione straniera, valori che il movimento romantico andava diffondendo in tutta l'Europa.
I temi centrali dell'opera sono la guerra come unico strumento di reazione ad una situazione di sottomissione e quello del timore manifestato dall'Italia che non reagisce alla dominazione straniera. Attorno ad essi troviamo una serie di altri temi collegati; l’uso marcato di figure retoriche da alla canzone uno stile alto. Il tema del timore e della mancata reazione da parte del popolo italiano viene espresso mediante l’uso di una metafora sulla quale è costruita gran parte dell’opera: l’Italia è paragonata ad una donna oramai diventata schiava che, non reagisce alle violenze ad essa inflitte. Fa riferimenti a fatti storici, in particolar modo alle guerre che hanno permesso ai popoli di
riottenere la loro libertà. I temi fondamentali sono espressi con uno stile ed una lingua “difficile” e lontani dalla tradizione petrarchesca, sono quelli civili e patriottici, e quello della diversità dell’uomo e del mondo tra la gloriosa antichità e la poco onorata modernità. In particolare quest’ultimo tema è esplicito nel paragone fra la morte dei giovani italiani durante la campagna napoleonica in Russia (morte priva di scopo in quanto affrontata non per la patria ma per “altra gente”) e la morte dei giovani greci alle Termopili; egli qui intende rievocare il canto di Simonide di Ceo.
Dopo l'incontro col Giordani, Leopardi sembra prendere parte alla vita politica presente, anche se non vi partecipa direttamente, ma dimostra un ideale patriottico. Insiste molto, specie in “Ad Angelo Mai”, sul contrasto fra il passato e presente, il primo esaltato il secondo invece condannato (Angelo Mai con le sue scoperte filologiche fa rivivere i tempi gloriosi del Rinascimento, le opere di Dante e Petrarca, Ariosto, Tasso e Alfieri).
Attraverso questo componimento intendeva risvegliare gli animi patriottici oramai assopiti degli italiani i quali erano sottomessi da nord a sud dall'invasore straniero; voleva accendere nei cuori degli italiani un forte amor di patria portandoli a combattere per l’indipendenza dell’amata patria. Inoltre il poeta esalta il passato glorioso dell’Italia e di Roma la quale conquistò e sottomise la maggior parte del mondo allora conosciuto, egli invidia e ammira il forte amor di patria che animava lo spirito dei romani i quali sacrificavano la vita per dar lustro alla patria.



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