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Riassunto vita: Gabriele D'Annunzio

Riassunto:
Gabriele D'Annunzio (Pescara 1863-Gardone 1938) fin da giovanissimo dà prova del suo talento letterario. Dopo il liceo si trasferisce a Roma dove, tra attività letteraria e giornalistica, brillante mondanità, gesti clamorosi, duelli e scandali, diventa un esponente di spicco dell'alta società del suo tempo.
Attratto dal mito del superuomo esaltato dal filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, concepisce la propria esistenza come qualcosa di unico, eccezionale, e vuole farne un'opera d'arte. Acceso interventista, si arruola come volontario durante la prima guerra mondiale distinguendosi per imprese eroiche, al limite della temerarietà, come il volo su Vienna per lanciare volantini propagandistici.
Dopo la guerra, rifiutando le condizioni del trattato di pace, compie l'impresa di Fiume: occupa la città con un gruppo di volontari e vi si proclama reggente ma il governo italiano lo costringe ad abbandonarla nel 1921. Ritiratosi in volontario isolamento nella villa di Gardone, il celebre Vittoriale, che trasforma in un museo auto-celebrativo, il poeta muore nel 1938 dopo essere stato proclamato poeta-vate dell'era fascista.
Della vasta produzione di D'Annunzio, che fu poeta, narratore e autore di testi teatrali, ricordiamo la raccolta poetica Laudi del cielo, del mare, della terra, degli eroi (1902-1912) costituita da 5 libri tra cui Alcyone in cui il poeta si accosta alla natura sentendosi tutt'uno con essa; i romanzi Il piacere (1889), L'innocente (1892), Forse che sì forse che no (1910), le tragedie La figlia di Jorio (1904), La fiaccola sotto il moggio (1905).

Il canto della natura
La poesia di D'Annunzio, che si fa ammirare senza commuovere, è un'onda continua di immagini: una poesia pura fatta di musicalità, sensazioni, atmosfere. Il poeta esprime la sua gioia istintiva, la sua vitalità e le sue sensazioni in una segreta e intima immedesimazione, in un abbandono totale alla natura, in cui si dissolve diventando egli stesso terra, cielo, fiume, albero mentre, a loro volta, gli elementi della natura assumono dimensione umana.
Nel desiderio di compenetrarsi col tutto, D'Annunzio trasforma la natura in un oggetto di cui usufruire e godere e ne riproduce suoni, sapori, visioni, odori, materia, in cascate di parole.
Ricerca la squisita eleganza dell'espressione con un lessico intessuto di preziosi arcaismi, fa scaturire liberamente le immagini l'una dall'altra, e crea raffinati effetti sonori ricorrendo ad assonanze e onomatopee, ripetizioni e ritornelli.
Del Decadentismo D'Annunzio condivide di voler fare della vita un'opera d'arte, l'esaltazione del piacere sensuale, l'ansia di ricongiungersi alla realtà universale.



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