Imperialismo: un nuovo tipo di Colonialismo


Con la creazione degli imperi coloniali consentirono alle grandi potenze industriali di uscire dalla crisi economica di fine Ottocento, perché consentivano alla madrepatria di vendere i prodotti a prezzi competitivi ed acquistare a basso prezzo le materie prime, per poi essere investite in capitoli accumulati.
Durarono dal 1870 al 1900 le spartizioni dei tre continenti: Africa, Australia e Asia.
L'impero coloniale britannico arrivò a comprendere 1/4 delle terre emerse, esse erano il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda, parte dell'Asia: India, Pakistan, Malesia, Birmania, Unione Sud Africana.
Il Canale di Suez e l'Egitto venivano sfruttati per il commercio di oro e diamanti.
L'impero coloniale francese comprendeva il Senegal, l'Algeria, la Costa d'Avorio, Tunisia, Congo, Africa occidentale e l'Unione indocinese.
Germania e Italia cominciano più tardi la loro impresa coloniale, localizzata nell'Africa Orientale.
Le conquiste coloniali vengono presentata all'opinione pubblica come una missione di città per civilizzare le popolazioni scientifiche, bensì pretesti per l'occupazione militare degli europei.
Si danno false giustificazioni per dare lo sbocco all'emigrazione europea, infatti si diceva che l'Europa era diventata troppo piccola per la popolazione e molta gente invece di emigrare nelle colonie dell'Asia e dell'Africa emigrò nell'America del nord. Anche gli Stati Uniti siccome erano forti cominciarono a sottomettere l'America latina.


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