Frammenti Lirici - Clemente Rebora


I frammenti lirici, pubblicati a Firenze nel 1913 dalla Libreria della Voce, raccolgono 72 componimenti. Il poeta dedica l'opera ai primi dieci anni del secolo XX; di quest'epoca vuole ritrarre i dubbi, la crisi di valori, il bisogno di nuove certezze morali. Il titolo, "Frammenti", denuncia l'impossibilità di approdare a una versificazione di vaste proporzioni e insieme risponde alla poetica vociana, che si concentra sul frammento (in prosa o in poesia) con forte tensione intellettuale ed esistenziale, così da comunicare un bisogno assoluto di verità.
I temi della raccolta sono la difficoltà del vivere, il senso della fatica quotidiana, un desiderio di solitudine nella natura.
Il linguaggio poetico di Rebora appare ora scabro ed essenziale, ora raffinatamente prezioso. Proprio lo stile, tra i più originali del primo Novecento, è forse il dato di maggiore interesse: l'autore esprime la sua ardua meditazione attraverso il ritmo irregolare delle strofe, l'uso di un lessico teso fino all'eccesso, le atmosfere concettuali.
Nel quadro del nostro Novecento, la poesia di Rebora è quella che si regge sulla più ostinata e raccolta tensione morale, su di una costante interrogazione dell'incertezza e della difficoltà della ragione. La Spinta razionale lombarda, entro cui Rebora s'inscrive. Egli vuole ricavare dai limiti del fare poetico una forza: una possibilità di seguire l'intreccio tra bene e male, di creare un contatto morale, di cercare la via difficile di una conoscenza condivisa (insistenti sono i suoi richiami al lettore).


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