Poemi Epici


Che cosa sono i Poemi Epici?
Sono narrazioni in versi. I testi raccolti in questa sezione sono diversi fra loro per argomento e stile, ma hanno un importante elemento comune: sono poemi epici, cioè narrazioni in versi, come ci dice il termine epos, che in greco significa parola, discorso, racconto. Lo stesso termine, però, indica anche il verso, cioè la forma in cui i poemi erano espressi.
La forma poetica è una caratteristica costitutiva di questo genere letterario che fu il primo e il più illustre dei generi poetici. Infatti i poemi che nacquero come poesia orale cantata avevano bisogno della forma poetica, che imprime ritmo alla narrazione e ne facilita la memorizzazione per la recitazione in pubblico.
La forma poetica dapprima servì a cantare le imprese degli eroi e dei popoli, poi, con la poesia lirica, i sentimenti degli uomini.
Per questo l'epica è collocata nella sezione dell poesia.

Di che cosa parlano i poemi epici?
Di che tipo sono gli avvenimenti narrativi nei poemi epici e i personaggi che in essi agiscono?
I poemi epici si distinguono perché celebrano le gesta di eroi che compiono imprese eccezionali con o senza l'aiuto degli dei: combattono con valore lunghe e terribili guerre, affrontano e superano ostacoli ritenuti insormontabili, dimostrano qualità fuori del comune, sono una guida e un esempio per gli altri.

Il poema epico come ritratto di una civiltà
Benché le loro imprese siano quasi del tutto leggendarie, gli eroi del poema epico non sono però personaggi lontani dalla realtà: essi infatti incarnano i valori religiosi, morali e civili su cui si basa un preciso tipo di società e cultura. Molte civiltà primitive hanno creato poemi epici: oltre all'epica greca, che è alla base della cultura occidentale, ricordiamo il sumero babilonese Poema di Gilgamesh e il Mahabharata imponente poema della civiltà indiana antica.

L'epica greca
I poemi epici nascono come poesia orale perché, in origine, cioè intorno al 1300 a.C, erano cantati dagli aedi che, accompagnandosi con la cetra, allietavano i banchetti alle corti dei principi micenei.
Poi, quando la civiltà micenea fu travolta dalle invasioni, agli aedi si sostituirono i rapsodi, cucitori di canti che, aiutati dal ritmo dei versi, imparavano a memoria le narrazioni e le recitavano nelle piazze, cominciando a comporre per iscritto i primi poemi. E' la forma poetica infatti che imprime ritmo alla narrazione e ne facilita la memorizzazione per la recitazione in pubblico,
L'Iliade e l'Odissea sono i poemi più antichi, fioriti all'interno della civiltà micenea e composti intorno al VII secolo, dopo la sua scomparsa.
La società guerriera dei micenei, che si riflette nell'Iliade, ha il suo campione nell'invincibile Achille. Ulisse, protagonista dell'Odissea, esprime gli ideali di una società diversa, più tarda, interessata all'esplorazione e ai contatti commerciali con gli altri popoli, più che alla loro conquista.

L'epica latina
Anche la civiltà romana produsse un grande poema, l'Eneide.
Fu scritto dal poeta latino Virgilio, durante il principato dell'imperatore Augusto per celebrare la grandezza sua e dell'impero che Roma aveva costruito. Ricollegandosi ai poemi omerici, Virgilio racconta la fuga di Enea da Troia alla ricerca della terra promessa dagli dei. Questa tera è il Lazio, dove gli dei vogliono che Enea si stabilisca, dando origine a una stirpe destinata a dominare il mondo allora conosciuto. Virgilio esalta, attraverso le imprese di Enea, le antiche virtù romane ricollegandole alla cultura greca che i romani ammiravano e della quale si consideravano eredi.

L'epica cavalleresca
Dopo la caduta dell'impero romano, che aveva consentito la diffusione in tutta Europa della religione cristiana, il genere epico rinasce, intorno al Mille, proprio celebrando i valori cristiani. Questi trovano un valido rappresentante nel paladino Orlando, nipote di Carlo Magno, che difende la cristianità dall'assalto dei Mori, cioè gli arabi, in quegli anni in rapida espansione. Orlando è l'eroe protagonista della Chanson de Roland nella quale vicende storiche e racconti fantastici si mescolano fra loro, disegnando il ritratto di un'epoca e di un popolo.

Un'eroica impresa: il viaggio dell'anima verso la salvezza
scritto in un'epoca molto diversa, il Trecento, e in un altro contesto storico, l'Italia medievale, la Divina Commedia di Dante costituisce, nella storia del genere epico, un caso particolare: in essa l'eroica impresa è in realtà il tormentato viaggio dell'anima, di ogni anima, verso la salvezza.
La Divina Commedia è un poema allegorico, cioè una narrazione con diversi livelli di significato: quello letterale è il racconto del viaggio compiuto da Dante, poeta personaggio, attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso; dentro questo racconto, a un secondo livello, bisogna però saper leggere un'altra vicenda: un viaggio interiore, suggerito a ogni uomo, per liberarsi dall'errore e raggiungere la salvezza.

Uno stesso eroe per esprimere nuovi valori
Può anche capitare che lo stesso eroe compaia in poemi diversi, ma con caratteristiche del tutto nuove. E' il caso per esempio di Orlando, protagonista, oltre che della Canzone di Orlando, anche dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto, e di numerosi altri poemi. Nell'Orlando furioso, scritto in Italia, a Ferrara, all'inizio del Cinquecento, l'eroico paladino, campione della fede, si è però completamente trasformato : non è più un grande eroe, ma un uomo, condotto alla follia dallo sfortunato amore per la bella Angelica. La sua tragica storia è narrata in modo fantasioso e ironico, come si addice al pubblico ricco e raffinato di una corte rinascimentale, l'ambiente a cui l'opera si rivolge.

Le caratteristiche dell'epoca
Possiamo ora indicare in sintesi le caratteristiche del genere epico:

  • I temi. In tutto i poemi che abbiamo presentato sono raccontate imprese eroiche, compiute per raggiungere un fine nobile e alto, che è ciò che dà senso e unità alla narrazione.
  • La forma. Un altro elemento comune a tutti i poemi è la narrazione in versi: i poeti greci e i latini usarono un verso lento e solenne, l'esametro, da cui ha origine l'endecasillabo italiano che è il verso usato da Dante e da Ariosto.
  • Il linguaggio. Il linguaggio utilizzato è ricco di metafore, di paragoni, spesso tratti dal mondo naturale, di immagini, per sollecitare il coinvolgimento emotivo dell'ascoltatore. Molto varia è anche l'aggettivazione, che permette di fissare con pochi tratti, le caratteristiche tipiche di ogni personaggio. Le gesta degli eroi vengono così descritte con uno stile vivace e ricco di particolari, in un ampio susseguirsi di strofe, che trasformano il racconto in un canto celebrativo.


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