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L'apparato Digerente - Riassunto


Come avviene la nutrizione
Abbiamo visto parlando delle caratteristiche degli essere viventi che gli animali, così come le piante, si nutrono, cioè introducono nel loro organismo delle sostanze che prendono dal mondo esterno e lo trasformano in sostanza propria cioè in sostanza vivente. Dovendo parlare, ora di questa importantissima funzione, daremo prima un cenno sulle sostanza che noi introduciamo nel nostro organismo e cioè sugli alimenti.

I principali alimenti sono:
a) L’acqua che è il nutrimento indispensabile del protoplasma cellulare e serve inoltre a sciogliere tutte le altre sostanze alimentari.
b) I Sali minerali fra i quali ricorderemo il cloruro di sodio o sale da cucina che usiamo per condire i cibi e parecchi altri Sali che sono contenuti nella frutta e nella verdura.
c) Gli idrati di carbonio fra i quali ricorderemo l’amido che è contenuto nella farina di frumento, di granoturco, nei legumi, nelle patate, ecc. ed i vari zuccheri contenuti nei frutti dolci, nel latte, nel miele ecc.
d) I grassi che possono essere di origine animale come il burro, il lardo e lo strutto o di origine vegetale, come l’olio di oliva o di semi.
e) Le sostanze proteiche che si trovano nelle uova, nelle carni, nei cereali e nei semi di alcune leguminose.
f) Gli alimenti nervini (così detti perché eccitano il sistema nervoso) come il vino, i liquori, il caffè, il the, ecc.
g) Le vitamine che sono delle sostanze la cui mancanza provoca dei gravissimi disturbi nell’organismo e che si trovano nel latte, nel burro, nell’olio di fegato di merluzzo, nelle verdure, nella buccia della frutta fresca, nel succo di arancia e di limone, ecc.

Perché gli alimenti di cui sopra abbiamo accennato, si trasformino in sostanza vivente è necessario che si compiano diverse funzioni secondarie, il cui complesso costituisce appunto la nutrizione. Tali funzioni sono: la digestione, l’assorbimento, la circolazione, la respirazione, l’assimilazione e l’escrezione.

La digestione
Gli alimenti, una volta introdotti nel nostro organismo debbono subire trasformazioni per potere poi passare nel sangue e da questo essere distribuiti ai vari tessuti. L’insieme di tali trasformazioni prende il nome di digestione. Cominceremo col fare una rapida descrizione del l’apparato digerente.

Apparato digerente
L’apparato digerente lo possiamo considerare come un lungo tubo che s’inizia con la bocca e dopo aver subito varie modificazioni, termina con l’apertura anale. Esso consta delle seguenti parti: bocca, faringe, esofago, stomaco ed intestino.

La bocca è una cavità limitata anteriormente dalle labbra, lateralmente dalle guance, in alto dal palato ed in basso dal pavimento che porta la lingua. Nella bocca, oltre alla lingua, si trovano altri organi che concorrono alla funzione della digestione e cioè i denti e le ghiandole salivari.
I denti sono dei corpi duri che servono a masticare i cibi, cioè a sminuzzarli ed a macinarli. In ogni dente si notano le seguenti parti: la radice che serve a tenerlo fissato in apposite cavità delle ossa mascellari e la corona che è la parte esterna. Se la corona è tagliente, a guisa di scalpello, il dente prende il nome di incisivo; se è di forma quasi conica ed appuntita, prende il nome di camino, infine se è appiattita con dei rilievi, prende il nome di molare o premolare. La sostanza che costituisce i denti e che è dura e resistente (avorio), nella corona è rivestita dallo smalto che la rende più resistente al calore ed agli acidi che possono essere contenuti nei cibi. Dobbiamo distinguere una dentatura di latte ed una dentatura permanente. La dentatura di latte è formata da 20 denti e cioè: 8 incisivi, posti anteriormente, 4 per ogni mascella; 4 canini, posti ai lati degli incisivi, 2 per mascella; 8 premolari, 2 a lato di ciascun canino. I denti di latte ad una certà età ( 6 anni) vengono sostituiti da altri analoghi ai quali si aggiungono 12 molari. Si ha così la dentatura permanente.
Le ghiandole salivari versano nella bocca la saliva e sono in numero di 6 (2 sottolinguali, 2 sottomascellari, e 2 parotidi prossime alle orecchie).

La faringe è una cavità a forma d’imbuto che in alto comunica con le fosse nasali ed in basso, sul davanti comunica con la laringe che fa parte dell’apparato respiratorio, mentre continua con l’esofago. L’esofago è un tubo che attraversa tutto il torace e poi dilatandosi forma lo stomaco.

Lo stomaco può considerarsi come una specie di sacco che internamente contiene numerose ghiandolette destinate a secernere un succo (succo gastrico) e che mediante un apertura (piloro) comnica con l’intestino che ne è la continuazione.
L’intestino è un lungo tubo che raggiunge circa 4 o 5 volte la lunghezza dell’intero corpo. Esso si divide in intestino tenue e crasso. L’intestino tenue si divide in duodeno, digiuno ed ileo. L’intestino crasso si divide in cieco, colon e retto che sbocca all’esterno. Fanno pure parte dell’apparato digerente due grandi ghiandole e cioè il fegato ed il pancreas.


La funzione della digestione
Osserviamo brevemente come avviene la digestione. I cibi dopo essere stati portati alla bocca, vengono sminuzzati e triturati, cioè masticati, per mezzo dei denti ed insalivati per mezzo della saliva che li rammollisce e trasforma gli amidi cotti in zuccheri solubili, mediante un fermento in essa contenuto (ptialina). I cibi masticati ed insalivati, formano una specie di passerella di forma rotondeggiante (bolo alimentare) che viene spinta nella faringe e da questa passa nell’esofago le cui pareti, contraendosi, la spingono dentro lo stomaco.
Giunto nello stomaco, il cibo subisce delle trasformazioni ad opera del succo gastrico e viene ridotto in una sostanza poltigliosa di colore grigiastro, detta chimo.
Il chimo passando dallo stomaco nell’intestino tenue, subisce ulteriori trasformazioni, ad opera della bile, del succo pancreatico e del succo enterico che prodotto dallo stesso intestino, e si trasforma in un liquido lattiginoso detto chilo.
Le parti dei cibi che non sono digeribili si riuniscono nell’intestino crasso e formano le feci che vengono poi espulse all'esterno.

L’assorbimento
Avvenuta la digestione, le sostanze risultanti che costituiscono il chilo debbono essere assorbite, cioè debbono passare nel sangue che le distribuirà ai vari tessuti.
L’assorbimento avviene principalmente nell’intestino tenue, la cui parete interna è ricca di numerosissime piccoli prominenze, dette villi intestinali. In queste vili intestinali si trovano dei minuscoli canalicoli (vasi chiliferi) che raccolgono la maggior parte del chilo e poi si riuniscono in un canale più grande (condotto toracico) che porta il chilo nel sangue.



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