Analisi: S'i' fosse foco, Angiolieri


di Cecco Angiolieri
Analisi del testo:


Cecco Angiolieri è il prototipo dei poeti maledetti.
E' arrabbiato col mondo. Ha un potere distruttivo.
Se fosse. Sarebbe. Sarebbe la cattiveria. La punizione
La nemesi. Viene da recitarla questa poesia ogni volta che
subiamo un'ingiustizia. Ogni volta che vediamo un sopruso.
Ogni volta che veniamo traditi. Ogni volta che ci detestano e che
noi detestiamo noi stessi. E' un grido di disperazione e di rivolta
ma è una richiesta d'aiuto. Di dolore. Di solutudine. Di disperazione.
E' l'ultimo grido per dire: Ho bisogno d'Amore.

In poche parole dice che se fosse fuoco brucerebbe il mondo,se fosse la morte ucciderebbe i genitori ma siccome è Cecco non può fare altro che bere giocare e prendersi le belle donne e lasciare le brutte agli altri e questo non è reato ma non è neanche un modo di vivere la vita nel "migliore dei modi".

Nella prima strofa vi sono l'ipotesi di desideri impossibili e il poeta si paragona alla natura fino a giungere a Dio.
Nella seconda strofa vi è il desiderio del poeta di essere come le due massime autorità della terra.
Nella terza strofa il poeta esprime il suo odio verso il padre che lo tiene a corto di soldi.
Se fossi: è un iperbole.
Il sonetto sembra essere quello di un ribelle in conflitto con la famiglia,il mondo e la società. Egli contrappone la gentilezza al suo malumore. Limitato dal padre che non gli dà denaro nell'ultimo verso il poeta sembra ridere di se stesso.


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