Ugo Foscolo: Dei Sepolcri


Testo: Dei Sepolcri
All'ombra de' cipressi e dentro l'urne
confortate di pianto è forse il sonno

Parafrasi: Dei Sepolcri
Forse il sonno eterno della morte è meno profondo qualora l'istinto riposi all'ombra dei cipressi e dentro un'urna confortata dal pianto dei superstiti?

Analisi del testo: Dei Sepolcri
La data di composizione è probabilmente tra il luglio e il settembre 1806 e pubblicato a Brescia nel 1807.
L'opera è in 295 endecasillabi sciolti, cioè non rimati e non suddivisi in strofe regolari.

Commento: Dei Sepolcri
Il tema della morte e della vita, che trova la sua manifestazione nelle "Ultime lettere di Jacopo Ortis", si compone nei Sepolcri e crea la nuova religione delle tombe.

Riassunto: Dei Sepolcri
Foscolo vuole sottolineare e spiegare alcuni concetti:
l'importanza della corrispondenza d'amorosi sensi, legge per la quale il defunto continua a rivivere nella mente del vivo e quindi non muore mai definitivamente.

Figure retoriche: Dei Sepolcri
Sotto l'ombra dei cipressi e dentro le tombe, confortate (aggettivo pieno di affetto) dal pianto dei vivi, forse la morte è meno crudele? (Inizia con una domanda retorica , con negazione, secondo la sua concezione

Urne dei forti: Dei Sepolcri
A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella e santa fanno al peregrin la terra.

All'ombra dei cipressi: Dei Sepolcri
Vi presentiamo la prima parte del carme Dei Sepolcri (vv. 1-42). Il carme si apre con una visione malinconica dominata dalla ineluttabilità della morte, del nulla eterno, dell'inutilità delle tombe.


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