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Figure retoriche: Felicità Raggiunta, Montale

di Eugenio Montale
Figure retoriche:


Montale ci tratteggia con semplicità, il volto della felicità: essa è un attimo talmente breve, sfuggente, labile e delicato che può dissolversi improvvisamente nel nulla come se non fosse mai esistito. L’ansia dell’essere felice pervade la poesia in ogni sua parola, e soprattutto nell’inaspettata immagine finale, che ci risveglia dai nostri sogni più profondi per riportarci alla vita reale : “il pianto del bambino/ a cui sfugge il pallone tra le case”.
La nostra vita serve a raggiungere la felicità che a volte è molto fragile e si spezza con niente.
L'uomo è felice quando desidera le cose e non quando le possiede perchè la realtà annulla la felicità; questa non ha limite, il piacere deriva dalla fantasia non dalle cose che si appartengono.
La felicità si basa sul passato e non sul futuro. Montale scrive la poesia perché questa possa essere una sorta di strumento/testimonianza d'indagine della condizione esistenziale dell'uomo del novecento.

Analogia = si cammina per te
Analogia = sei barlume che vacilla
Analogia = teso ghiaccio che s’incrina

Rime alterne abab: Invase, cimase, case.

Attenzione!!! Non avendo trovato molte figure retoriche vi consiglio di leggere anche l'analisi del testo di Felicità Raggiunta.



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