Biografia: Joseph Roth



Biografia
Scrittore austriaco, Joseph-Roth, nacque nella Galizia orientale nel 1894. Partecipò alla prima guerra mondiale come volontario riportandone un'amara esperienza. Nel dopoguerra, svolgendo l'attività di giornalista, viaggiò per parecchi paesi europei e dopo il 1933, per sfuggire al trionfo del nazismo e delle idee antiebraiche che cominciavano a serpeggiare nei paesi di lingua tedesca, si rifugiò a Parigi dove condusse una vita assai disordinata. Morì nel 1939 distrutto dall'alcolismo.

Le idee e le tematiche
L'abilità narrativa di Roth è documentata in racconti e romanzi suggeriti, per la maggior parte, dalla vicenda degli ebrei dell'Europa centrale costretti a emigrare verso l'occidente europeo e gli Stati Uniti d'America, dopo il crollo della monarchia austro-ungarica. Roth vede questa moderna diaspora come una dispersione del patrimonio religioso e culturale di un popolo e ne indica le cause storiche. Il suo modo di narrare è pieno e poetico, ricco di sentimento e di antica saggezza biblica, ma sempre solidamente ancorato alla forza vitale della realtà.

Opere
Le principali opere sono:
GIOBBE (1930): l'autore stesso sottolinea il libroRomanzo di un uomo semplice. Il protagonista è Mendel Singer, un modesto maestro ebreo che insegna la Bibbia ai bambini della cittadina dove vive, nella Volinia russa. La sua vita scorre tranquilla fino alla nascita del quarto figlio, Menuchim, psichicamente e fisicamente minorato, che sembra portare sulla famiglia l'abbattersi di tanti mali. Infatti Mendel Singer e i suoi saranno costretti a emigrare negli Stati Uniti, uno dei figli morirà in guerra, uno sarà disperso e la figlia a lungo nella nuova terra. Mendel proverà l'amarezza della solitudine e la nostalgia della patria lontana, ma più forte di tutti sarà per lui il tormento di aver dovuto lasciare in Russia il figlio Menuchim, affidato ad amici, ma tanto indifeso; di lui, per il quale non ha ritenuto un visto di espatrio, non sa più niente, ma è sempre nel suo cuore. Soltanto dopo molto tempo, quando Mendel ormai vecchio, sfinito dai dolori, sarà sul punto di bruciare Dio, proprio lui, che è sempre vissuto nel rispetto del Signore, avrà la sa ricompensa. La ricomparsa di Menuchim saggio, forte, buono, mite come aveva predetto in tempi lontani un vecchio saggio, gli ridarà la forza di ritrovare la fede e di morire in pace.

LA MARCIA DI RADETZKY (1931): romanzo che adombra la fine dell'Austria.

LA CRIPTA DEI CAPPUCCINI (1938: romanzo.

LA MILLEDUESIMA NOTTE (1939): romanzo breve.

RACCONTI: numerosi, scritti nel corso di un ventennio. In essi è evidente la varietà narrativa di Roth e il suo desiderio di indagare nell'animo umano. Famosi fra questi Il mercante di coralli e La leggenda del santo bevitore (dal quale è stato tratto un film di Ermanno Olmi che ha vinto il Leone d'oro a Venezia nel 1988).
La leggenda del santo bevitore è la storia di Andreas, un vagabondo dall'aspetto malconcio. Una sera un anziano signore ben vestito che dice di avere troppi soldi gli offre un prestito di duecento franchi da restituire nella chiesa di Santa Maria di Batignolles, sotto la statua di santa Teresa di Lisieux, di domenica dopo la messa. Quel danaro dà coraggio ad Andreas, lo fa sentire più partecipe della vita degli altri, gli ridona quel senso di dignità sociale che aveva perduto da barbone sotto i ponti di Parigi; e pur rimanendo un accanito bevitore, non perde mai il senso profondo della sua onorabilità di uomo che ha fatto una promessa: quella di restituire il denaro. Ma ogni domenica, quando si avvia alla chiesa per pagare il debito, trova sempre qualche buona azione da compiere con quei soldi e non può sdebitarsi. Sarà un ennesimo miracolo che premierà la sua semplicità e la sua rettitudine, malgrado sia un bevitore.


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