Biografia: Jean Jacques Rousseau


Biografia
Rousseau nacque a Ginevra nel 1712 da una famiglia protestante fuggita dalla Francia a causa delle persecuzioni religiose. Sua madre morì nel darlo alla luce; suo padre, un orologiaio, per sfuggire alla giustizia a causa di una rissa, dovete rifugiarsi all'estero. Jean-Jacques aveva dodici anni, una istruzione piuttosto vaga (aveva letto più romanzi che libri di scuola!) e fu sistemato presso un incisore per imparare il mestiere. A sedici anni fuggì in Savoia dove fu accolto da un prete cattolico che, per soddisfare il suo desiderio di conversione al cattolicesimo, lo mandò a studiare nel seminario di Torino, e più tardi lo raccomandò alla giovane madame Warens presso la quale, in una tenuta da campagna vicina a Chambery, Rosseau trascorse il periodo più felice della sua vita.
Nel 1742, tuttavia, si stabilì definitivamente a Parigi, dove fu costretto a esercitare vari mestieri per sbarcare il lunario (precettore, trascrittore di musica, segretario d'ambasciata...) e intanto poté conoscere le nuove idee filosofiche, i personaggi più vivaci della cultura di cui divenne amico ( Diderot, Condillac, Voltaire), la vita frenetica di una grande città: da tutti questi elementi trasse materia per le sue convinzioni e quindi per l'argomento delle sue opere. Nel 1750 con il Discorso sulle scienze e le arti vinse il premio del concorso dell'Accademia di Digione e diventò celebre; lo stesso premio lo vinse nel 1755 con il Discorso sull'origine della disuguaglianza.
Nel 1754, in breve viaggio a Ginevra, si convertì nuovamente al protestantesimo. Purtroppo le sue idee, molto personali e così ricche di suggestioni da prestarsi a interpretazioni contrastanti, furono considerate opposte al corrente razionalismo e di sapore politico troppo rivoluzionario; gli amici enciclopedisti gli voltarono le spalle, Voltaire divenne suo nemico. Così Rousseau, sempre più sospettoso e instabile di carattere, sentendosi, a torto o a ragione, perseguitato, trascorse buona parte della sua vita dal 1760 in poi fuggendo per l'Europa e guadagnandosi da vivere copiando musica, mentre sempre più febbrile era la sua attività letteraria. Morì improvvisamente nel 1778 a Ermenonville e i suoi resti furono trasferiti nel Pantheon di Parigi nel 1794.

Le idee e le tematiche
Rousseau vuole riformare la società (Contratto sociale), la morale (La nuova Eloisa), l'individuo (Emilio). Egli parte dal presupposto che l'uomo è buono per natura ed è stato corrotto dalla società; quindi è necessario ricostruire nell'uomo le sue virtù naturali, come la bontà, la modestia, la moderazione, il buon senso. Anche in politica Rousseau ha idee più rivoluzionarie di quelle degli altri filosofi: parla di eguaglianza politica ed economica, vuole una limitazione del lusso e della ricchezza, esige la libertà individuale. Le sue teorie influenzeranno i Giacobini della rivoluzione francese, i socialisti marxisti, tutti quelli che si faranno promotori della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo. Perciò Rousseau, senz'altro figlio dell'Illuminismo, è anche precursore dell'età moderna (per quanto riguarda le idee politiche) e anticipatore del Romanticismo (per la sua letteratura lirica e personale, e per il forte sentimento della natura). Con Voltaire un mondo finisce, con Rousseau un mondo comincia (Goethe).

Ecco le sue più importanti opere:

Giulia o la nuova Eloisa (1760): romanzo epistolare il cui tema fondamentale è l'esaltazione dell'animo umano e della natura. Giulia d'Etanges, di nobile famiglia, ama il suo precettore Saint-Preux. Il matrimonio è impossibile per la differenza di classe sociale. Le peripezie di questo amore contrastato causano la morte della madre di Giulia ed essa, presa dal rimorso, si piega a sposare il signor Wolmar, secondo i desideri di suo padre. Passano gli anni e Giulia, a Clarens, vive serena con il marito e i due suoi figli; ma Saint-Preux si ripresenta e il signor Wolmar, che conosce il segreto di Giulia e si fida della sua lealtà, lo accoglie come precettore dei suoi figli. Giulia mantiene un amichevole distacco dall'uomo che ha amato e soltanto in punto di morte, quando starà per spirare dopo aver salvato uno dei suoi figli caduto nel lago, confessa a Saint-Preux di amarlo ancora.

Il contratto sociale (1762): trattato politico in cui si delinea una teoria dello Stato in cui la sovranità appartiene al popolo a cui spetta il potere legislativo; mentre il potere esecutivo spetta al governo, di preferenza repubblicano.

Emilio o dell'educazione (1762): trattato pedagogico, il capolavoro di Rosseau; Emilio, il piccolo allievo protagonista di una nuova esperienza educativa, non deve subire nessuna costrizione, ma deve vivere il più possibile secondo le sue inclinazioni naturali, a contatto della natura di cui potrà scoprire i segreti, attraverso l'esperienza e non attraverso i libri.

Le confessioni (1771-72: un racconto autobiografico molto sincero, ricco di pensieri e contemplazioni, soprattutto sulla natura. Siamo sulla traccia del Romanticismo e della analisi intimistica.

Fantasticherie di un passeggiatore solitario (1776-78): raccolta di pensieri autobiografici.


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