Ugo Foscolo: A Zacinto


Sempre più vivo e struggente è nel poeta il ricordo della patria lontana, mitico luogo della sua infanzia, resa immortale dal canto di Omero. Alla terra natia il poeta non può donare che il suo canto: per lui il destino ha prescritto una tomba in terra straniera senza il conforto del pianto delle persone care.

Testo: A Zacinto
Né più mai toccherò le sacre sponde
Ove il mio corpo fanciulletto giacque.

Parafrasi: A Zacinto
Non toccherò mai più le rive sacre (chiederò origine alla divinità Venere) dove il mio corpo fanciulletto nacque, mia Zacinto, che ti specchi nelle acque incontaminate del mar Egeo.

Analisi del testo: A Zacinto
Il ritmo del sonetto è dato dal sovrapposti di più piani:
- le rime
- la struttura metrica degli endecasillabi

Commento: A Zacinto
Nella figura di Venere invece si può individuare una sorta di identificazione con Zacinto, la terra madre feconda, di cui è figlio il poeta, e quindi con la Natura che si sviluppa poi in dea dell'Amore e della Bellezza

Figure retoriche: A Zacinto
L'andamento tematico-emotivo nelle varie strofe tende, dopo la prima negazione, ad addolcirsi nella 1 e 2 strofa .

Mappa concettuale: A Zacinto
Schema riassuntivo sulla poesia A Zacinto


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