Riassunto: Il Sentiero dei Nidi di Ragno


di Italo Calvino
Riassunto:

Pin è un piccolo orfano che vive nei vicoli poveri di Sanremo con la sorella prostituta, Rina, detta la Nera di Carrugio lungo. Escluso dai giochi dei coetanei, Pin trascorre molto tempo sulla strada e all’osteria, in mezzo agli adulti. Ci troviamo in un complesso periodo dell’ultima guerra quando i tedeschi, che erano alleati, diventano nemici e la guerra è fatta dai partigiani che agiscono clandestinamente. Gli antifascisti dell’osteria lo minacciano, perché la sorella lavora con i tedeschi. Per guadagnarsi la loro fiducia, Pin ruba la pistola di un ufficiale di marina tedesco, uno degli amanti della Rina (più che fare una bravata è consapevole della gravità del gesto). Orgoglioso, è tornato all’osteria, ma dai discorsi degli adulti intuisce che essi non attribuiscono grande importanza al suo gesto eroico: l’arma è di un modello vecchio e pesante e facilmente s’inceppa. Allora Pin prende la sua grande decisione, nascondere l’arma nel sentiero dove fanno il nido i ragni, un luogo magico che lui solo conosce.
In seguito Pin viene arrestato e imprigionato per il furto della pistola. In carcere incontra Lupo Rosso, un giovane partigiano già famoso per le sue imprese. Assieme a lui Pin evade, ma durante la fuga viene abbandonato. Dopo una notte di paura e di incubi si imbatte in cugino, un partigiano solitario e che ha le fattezze di un gigante buono. E’ lui a introdurre il ragazzo presso la banda partigiana di cui fa parte, guidata dal Dritto: un gruppo di balordi, che combattono fascisti e tedeschi quasi per caso.
Pin diventa il beniamino dei partigiani, grazie al suo comportamento sfrontato e alla bravura nel cantare canzoni malinconiche. Affronta con la banda una pericolosa azione di guerra. Poi però, si ritrova di nuovo solo e senza la sua pistola: gliel’ha rubata un altro ragazzo, Pelle, passato nella brigata dei fascisti. Successivamente Pin ritrova la propria pistola e incontra di nuovo Cugino, con cui risalda l’amicizia: ora finalmente non è più solo, ha trovato l’amico che cercava, il Grande amico.

Commento
Calvino scrisse questo romanzo nel 1946, subito dopo l’esperienza della guerra, desideroso di manifestare a caldo, fuori da ogni retorica trionfalistica e di parte la cruda realtà di un enorme conflitto che aveva coinvolto tutti, anche i bambini, non solo i soldati al fronte. Nel suo crudo realismo, così lucido, l’opera ha alcune descrizioni veramente toccanti da cui emerge una poeticità di fondo in quella figura di ragazzo, maturato dalla sofferenza, cresciuto nel male e nelle brutture, eppure integro nella sua limpida ingenuità di fanciullo. Pin accetta il male come una cosa naturale del mondo dei grandi, vi si adatta con una sorta di inconsapevole rassegnazione, ma alla fine lo ritroviamo con un intatto desiderio di cose buone e di affetti sinceri.

Analisi del testo
Nel Sentiero dei nidi di ragno, è vero, si evidenziano elementi caratteristici del Neorealismo, come la soluzione finale positiva o un lungo capitolo (il nono) di carattere ideologico e di dibattito politico.
Altri elementi, però, distanziano l’opera della poetica neorealistica.
Anzitutto, Calvino mette in campo un protagonista che non funziona da personaggio-simbolo di una più vasta realtà sociale, come avveniva nei racconti neorealistici. Inoltre introduce all’interno di una sotira di guerra e di lotte partigiane una dimensione fantastica e fiabesca, destinata a divenire poi peculiare nella sua successiva narrativa.
Ecco gli elementi fantastici che allontanano Il sentiero dei nidi di ragno da una narrazione di tipo realistico e oggettivo.
In primo luogo, il protagonista, Pin, è un ragazzo e tutta la vicenda è vista attraverso i suoi occhi carichi di stupore verso il mondo: nell’importante Prefazione che Calvino scrisse nel 1964, in vista di una nuova edizione del romanzo, egli presentò la figura di Pin come una proiezione di se stesso e del suo rapporto con la guerra partigiana: l’autore stesso si sentiva piccolo ed estraneo, come Pin lo è di fronte al mondo.
Anche molti altri personaggi sono ragazzi, per i quali il mondo degli adulti è qualcosa d’ingannevole e pericoloso.
Fiabesco e favoloso è il luogo stesso che dà il titolo al libro, un posto segreto, in cui Pin va a giocare, per rifugiarsi dalle incomprensioni degli adulti e dalla solitudine. (Questi sono posti magici, dove ogni volta si compie un incantesimo. E anche la pistola è magica, è come una bacchetta fatata. E anche il Cugino è un grande mago col mitra e il berrettino di lana, che ora gli mette una mano sui capelli e chiede: Che fai da queste parti Pin?.


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