Dolce Stilnovo



Riassunto:

Stilnovo è una scuola poetica nota anche col nome dolce Stilnovo, che immagina, con il magistero del bolognese Guido Guinizelli, una meditazione amorosa, la quale accoglie l’immagine di Dio e del mondo creato intorno al fedele d’amore. Questa scuola che con maggior gregge psicologica mette in evidenza un sentimento già sforzato dei poveri e dai poeti delle Magne Curie (scuole siciliane) prende il nome da un verso di Dante e fiorisce per XIII e XIV secolo. Luogo di origine Bologna, centro di fioriture Firenze. L’atteggiamento di questi poeti e favorevole verso i siciliani di cui continuano l’altra tradizione letterario, ma e disprezzo verso i motori del gruppo toscano che oscurano di avere imborghesita la poesia. Scopo delle scuole e di sapere come si deve intendere il getto d’amore nel suo rapporto sostanziale: che cosa è l’esistenza amorosa a paragone dell’essere di Dio? Da ciò deriva la teoria: l’amore non è un desiderio terreno ma il mezzo con cui il cuore gentile, cioè nobile si leva nella contemplazione della perfezione divina, è la sola via per cui quel tanto di nobiltà che la natura ci da si ottiene e si svolge in tutto il suo vigore: la donna non è oggetto di desiderio sensuale, ma creatura angelica che con le sue virtù e con l’armonia della sua bellezza leva l’animo e Dio e la libera da ogni scoria umana e terrena. Amore e attualità di quella nobiltà, che non di nascita, ma dell’anima l’amore per i dolci stilnovisti è il mezzo per scendere alle più alte comprensioni di Dio. La nuova poetica restano il gusto di una poesia squisita e sottile e di un linguaggio eletto pronto esprimere il nuovo sentire.

Quanto più la vita cavalleresca si viene affinando e ingentilendo, tanto più viene elaborato nell’arte e nella vita un nuovo ideale quello dell’amore cortese. L’esperienza amorosa, costituisce un insostituibile principio formativo della personalità individuale e una forza incomparabile d’elevazione morale.
Questo amore nasce fuori dalle leggi morali costituite: non è amore coniugale o tale che possa condurre al matrimonio, infatti nel mondo politico questo si basava su interessi politici ed economici.
L’amore cortese non fu soltanto evasione e realizzazione di una scelta vietata dalle procedure matrimoniale.
L’amante non sceglie una dama ma quella di un’altra e la conquista vincendo a poco a poco la sua resistenza.
Il cavaliere si pone nella donna in posizione di vassallaggio, infatti mentre il signore è padrone assoluto di sua moglie, in questo senso padrone diventa il servo della propria dama ed è disposta a compiere qualsiasi cosa per soddisfarla. L’amante ha l’obbligo di essere leale, non può tradirlo in quanto le ha giurato fedeltà, deve darle attenzioni ed essere servile, in cambio si aspetta una ricompensa e delle concessioni sempre più grandi.

Lo Stilnovo francese
In Francia si sviluppo a partire dal XI sec, una ricca produzione in versi e in prosa scritta in volgare rivolta ad un pubblico ristretto che gravita intorno alle corti feudali.
Da ciò si pensa sia stato dato l’appello di cortese.
Il tema dell’amore è il motivo ispiratore delle liriche dei trovatori e poeti provenzali. La donna è idealizzata o presentata sempre in posizione di superiorità a lei è rivolto l’omaggio dell’amante di cui ella può compensare la devozione e la fedeltà concedendogli beneficio e onore. L’uomo deve essere pronto all’obbedienza e disposto a mettere alla prova il suo coraggio e affinare le sue qualità morali.

La novità dello stile
E’ nuovo nel modo di sentire, provare questi sentimenti, mentre il tema è sempre l’amore e la donna. Dolce perché elevandosi l’argomento anche lo stile va elevato, eliminando i termini che l’hanno consonanti, suoni aspri per renderla dolce. La superiorità della donna è determinata non da una donna casta, ma dal fatto che in essa si intravede qualcosa di divino e diviene triviale. La donna dello Stilnovo diviene angelica, spiritualizzata. Ella veste più come un angelo che come donna. La donna è il mezzo di purificazione per l’uomo. Tra l’uomo e Dio è intermediaria Amore e figura di donna e si colorano di una tradizione laica.

Il concetto di Stilnovo
Quello dello Stilnovo è un concetto storiografico complesso. Questa scuola poetica nata con il nome di dolce stilnovo, ha un poeta antecedente illustre nel bolognese Guido Guinizelli, che può essere considerato il padre dei più giovani poeti toscani, esponenti storici dello Stilnovo: Guido Cavalcanti, Dante, Cino da Pistoia, Lapo Gianni. Questi rimatori operarono fra il 1280 e il 1310, essi volevano costituire un gruppo omogeneo, una scuola che si diversificasse. Ecco perché sono significative delle prese di posizione teoriche ed alcune tenzoni poetiche che vedono impegnati gli stilnovisti da una parte e dall’altra i toscani con Bonagiuntura, onesto da Bologna e lo stesso Guittone, Dante, inoltre, nel De Vulgari eloquentia rimprovera ai guittoniani l’uso di un linguaggio municipale, la mancanza di arte e scienza, l’insufficienza dell’ispirazione. Prende il nome da un verso di Dante e precisamente dal canto XXIV del Purgatorio nel colloquio tra Bonagiunta e dante. L’amicizia che lega gli Stilnovisti e un motivo di grande importanza per la loro produzione. La formula dolce Stilnovo individua un canone stilistico e un modo di intendere l’esercizio poetico.
Il termine dolce stile designa un ideale artistico di compostezza, di ordine, di proporzione essenziale sia nella scelta delle immagini, sia nell’elezione lessicale sia nelle strutture sintattiche, un’insieme di ideali estetici e aspetti formali si contrappone alla poesia guittoniana che adoperava un cosiddetto trabar clus, vale a dire che essi adoperavano una sintassi contorta e difficile, un lessico raro e peregrino, irto di municipalismi, spesso oscure. La dolcezza, oltre che su una sintassi piana, si fonda anche sull’utilizzo di un lessico ricco e musicale, raffinato. Tutto ciò non pregiudica la varietà dei temi (sublimazione, l’idealizzazione, la lode angelicata) e gli stati d’animo (malinconia, senso della morte, l’angoscia…)
La concezione d’amore degli Stilnovisti affonda le proprie radici in quella cortese con in più un gusto più maturo e un approfondimento e raffinamento dell’indagine psicologica. Il carattere innovativo della scuola stilnovistica sta nel fatto che la lirica cortese fondandosi su una concezione materiale e sensuale dell’amore, che si manifesta quasi sempre in relazione di tipo extraconiugale, si pone in netto contrasto con quella cristiana e in genere i poeti o rimasero fedeli alla concezione cortese dell’amore o convertendo il loro amore profano in amore sacro e portando non più per la donna ma per la Vergine (Guittone).
I temi, le metafore, le tecniche gli sili sono quelli tradizionali ma utilizzati in modo nuovo e per finalità diverse. Nel caso della metafora la donna-angelo questa assume un significato molto superficiale, bella come un angelo, ma per gli stilnovisti si carica di nuovi e più profondi significati la donna infatti è per l’uomo un tramite per l’Assoluto. Non compaiono più alcuni termini chiave del lessico amoroso cavalleresco, ma dotati di nuovo significato ma allusivi alla subordinazione dell’amante nel rapporto con l’amata. Non vi sono più riferimenti ad una cultura scolastica, scomparirono delle figure come il maldicente e il merito e dei topoi presenti anche nei lirici tardo provenzali (la donna crudele, l’inizio della primavera…). L’innovazione operata dagli stilnovisti investe la rappresentazione della donna, la nozione d’amore, la cultura, la poetica, lo stile. In sostanza gli stilnovisti rifondano su nuove basi: la nozione d’amore, risolvono il contrasto tra amore sensuale ed etica cristiana che aveva segnato la crisi della lirica cortese. La donna non è descritta fisicamente, neppure in forma stilizzata e convenzionale, non è più fonti di eccitanti fantasie del poeta amante non possiede attributi fisici è quasi smaterializzata. Non è chiamata a colloquiare col poeta, e viene sostituito con quelli tra terze persone sulle sue virtù più frequenti è il montaggio lirico del poeta sul tema steso o degli affetti che l’amore produce in lui. Quando si parla di donna angelica non vuole dire che ella era bella coe un angelo ma operava beneficamente nel cuore del poeta, trova un posto nell’ordine cronologico e morale voluto dalla provvidenza divina, proprio per l’azione di elevazione, ingentilimento, nobilitazione che opera sul poeta amante e non solo, per Dante diventa una figura della liberazione dell’anima dal peccato e dal suo ricongiungimento a Dio, “iter mentis in Deum, un viaggio conoscitivo della mente a Dio”. La poesia stilnovistica è una presa di contatto con l’assoluto o meglio tenta di avvicinarsi a Dio santità come inattingibile. Un processo di conoscenza porta, il poeta stilnovista verso l’ineffabile rivelazione tra scendente dell’Assoluto o gli accende l’ansia dell’assoluto sentito come un inattingibile approdo o gli permette di cogliere il senso dell’Assoluto nei modo e nei moti della mente e del cuore per la ricerca della verità nell’interno dell’uomo. Il processo di conoscenza condotto attraverso la propria esperienza interiore viene proiettato nell’immagine della donna. La concezione della donna come essere che opera beneficamente a livello intellettuale, morale e religioso sull’uomo e la nozione stessa di amore come nobilitazione e desiderio di attingere dell’assoluto si concentrano in componimenti di estetica contemplazione o di lode sulle sue virtù, sugli effetti positivi che suscitano sul poeta e su ogni altro che entri nella sua sfera d’azione, inoltre suscita un senso d’angoscia, la percezione della propria inadeguatezza e inferiorità. Il poeta non riuscendo a esprimere tutto ciò non può fare a meno di contemplarla senza riuscire a capire e a definire il sentimento che suscita pur sforzandosi. Lo Stilnovo prende spunto da situazioni concrete dell’esperienza umana le prende come argomento di un discorso che mira al profondo, si riferisce alle più sublimi esperienze d’animo difficili da esprimere quali l’esperienza d’amore, la nozione d’amore come tendenza dell’assoluto, la nozione di nobiltà come raffinamento interiore, le implicazioni morali, ideologiche…
Da ciò si deduce che quest’esperienza letteraria è destinata ad un pubblico più ristretto, raffinato sul piano della sensibilità e delle esperienze culturali.


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