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Paradiso canto 21 - Riassunto

Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto del ventunesimo canto (canto XXI) del Paradiso dantesco.
La scala d'oro, illustrazione di Gustave Doré

Tempo: 13 aprile 1300, mercoledì dopo Pasqua

Luogo:
CIELO SETTIMO: SATURNO
Si presenta come un cristallo nel quale scende dall’alto una scala d’oro che si eleva tanto da non vederne la cima. In questo cielo non si ode il canto sublime dei beati, e l’atmosfera è calata in un mistico silenzio.

Intelligenze motrici: Troni

Personaggi: Beatrice, Dante, Pier Damiani

Spiriti beati: Spiriti contemplativi.
Sono le anime sante di coloro che dedicarono la vita alla meditazione e al raccoglimento in Dio.
Si presentano come splendori intensi che discendono insieme lungo la scala; giunti a un certo gradino, gli spiriti tutti si sciolgono in un volo sfavillante, poi alcuni ritornano verso l’alto, altri si fermano nuovamente sulla scala.



Sintesi

Nel Cielo di Saturno
Dante volge lo sguardo verso Beatrice e si meraviglia che non rida. Ma Beatrice gli spiega che sono ormai giunti nel Cielo di Saturno e che il fulgore del suo riso, aumentando la bellezza a mano a mano che salgono verso Dio, sarebbe così forte da incenerirlo. Lo invita perciò a fissare l'attenzione in avanti e Dante obbedisce.


La scala dorata
Il poeta vede una scala dorata che si slancia altissima nel Cielo di Saturno. Lungo i gradini scendono numerosissimi spiriti, sfavillanti di luce, alcuni dei quali, arrivati a un certo punto della scala, tornano in alto mentre altri vi si arrestano.


San Pier Damiani
Un'anima si ferma vicino al poeta che le domanda il motivo che l'ha indotta ad avvicinarsi e la ragione per cui non si odano dolci canti. Lo spirito spiega a Dante che la sua vista e il suo udito sono ancora incapaci di sostenere la sinfonia e la bellezza del Cielo di Saturno; pertanto i beati rinunciano a cantare così come Beatrice ha rinunciato a sorridere.


Imperscrutabilità della Provvidenza divina
Aggiunge che egli si trova più vicino degli altri spiriti al poeta non perché animato da una maggiore carità, ma perché la Provvidenza divina, imperscrutabile per la mente dell'uomo, ha stabilito così. Lo spirito si rivela San Pier Damiani, che visse, contemplando Dio, presso il monastero di Fonte Avellana, fin quando fu elevato alla dignità cardinalizia. Il santo polemizza contro la decadenza del suo monastero e inveisce contro i porporati corrotti. Allora gli spiriti beati discendono luminosi i gradini della scala e si pongono attorno a lui roteando di gioia. Infine emettono un grido fortissimo, di cui Dante non comprende il significato.


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