Paradiso canto 8 - Riassunto


Appunto di letteratura italiana contenente il riassunto dell'ottavo canto (canto VIII) del Paradiso dantesco.
Carlo Martello, illustrazione di Gustave Doré

Tempo: 13 aprile 1300, mercoledì dopo Pasqua

Luogo:
CIELO TERZO: VENERE
Si presenta come una sfera luminosa che si fa più splendente nell'accogliere Beatrice.

Intelligenze motrici: Principati

Personaggi: Beatrice, Dante, Carlo Martello

Spiriti beati: Spiriti amanti.
Sono le anime di coloro in cui eccelse la virtù dell’amore, limitata però da una passione eccessiva per i beni del corpo. Si presentano come splendori che cantano e danzano,con diversa velocità a seconda del loro grado di beatitudine.



Sintesi

Nel Cielo di Venere: tra gli spiriti che amarono
Dante spiega che il Cielo di Venere prende il nome dalla bella dea onorata dagli antichi come divinità dell'amore. È denominato Venere anche il pianeta che il Sole ha di fronte a sé il mattino e dietro di sé la sera. Dante si è accorto di essere salito nel terzo cielo perché Beatrice è diventata più bella. Improvvisamente vede avanzare in cerchio molte luci, che cantano Osanna. Esse girano più o meno velocemente a seconda della loro visione interiore di Dio. In particolare, un'anima si fa più vicina a Dante e rivela come tutte siano colme d'amore e pronte a soddisfare i suoi desideri.


Carlo Martello
È l'anima di Carlo Martello, la cui amicizia non ha potuto durare a lungo data la sua morte prematura. Parlando della Sicilia il poeta condanna il malgoverno e l'avarizia, che caratterizzano anche Roberto, re di Napoli, fratello di Carlo, nonostante discenda da una famiglia generosa e liberale, quale quella degli Angioini. Dante si domanda come possa avvenire che da un seme dolce (una famiglia nobile) nasca una pianta amara (un figlio degenere). Carlo Martello risponde che Dio ha predisposto che tutto avvenga in base a un disegno provvidenziale.


Vita associata e suddivisione dei ruoli nella società
Gli conferma poi l'utilità della vita associata così come l'opportunità della suddivisione dei ruoli e dei compiti. È necessario perciò che tutte le esigenze dell'umanità siano soddisfatte e che ciascuno, per natura, abbia differenti inclinazioni. Ma nel predisporre questo, le virtù celesti non tengono conto della generazione e della discendenza. Carlo sottolinea l'importanza, per l'uomo, di assecondare le proprie inclinazioni, ciò che invece spesso non avviene e per questo il cammino dell'uomo procede fuori dalla retta via.


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