Capitolo 7 de I Promessi Sposi - Analisi e Commento
     


Capitolo 7 de I Promessi Sposi - Analisi e Commento


Analisi e commento del settimo capitolo de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.


Il testo si presenta in tre macrosequenze di carattere prevalentemente dialogico.

Nella 1° Fra Cristoforo torna alla casa di Lucia ed Agnese, che lo attendono insieme a Renzo, comunica loro il fallimento della missione.
Renzo manifesta la sua ira che si placa solo quando Lucia acconsente alla soluzione del matrimonio a sorpresa.
Dopo una notte insonne per i protagonisti, il mattino dopo personaggi poco chiari visitano la casa di Lucia.
Il piccolo Menico viene mandato a Pescarenico per ricevere notizie da Fra Cristoforo.

Nella 2° don Rodrigo ripensa alle minacce del frate, guardando i ritratti degli antenati riprende coraggio, fa una passeggiata, si rincuora perché tutti lo riveriscono.
Raddoppia la scommessa con il conte Attilio e concerta il rapimento di Lucia con il Griso.

Nella 3° Il vecchio servitore di Don Rodrigo si incammina per avvertire Fra Cristoforo. Renzo va all'osteria con i suoi testimoni Tonio e Gervaso, dove è intimorito dalla presenza dei bravi.
Torna alla casa di Lucia e con Agnese e i due testimoni si incammina verso la casa di Don Abbondio scegliendo una strada secondaria.


Luoghi

• Il primo luogo citato in questo capitolo è la casa di Agnese e Lucia
• Il secondo luogo è il palazzotto di Don Rodrigo
• Il terzo è l’osteria dove Tonio e Renzo definiscono l’ultima parte del piano e consumano intimoriti dai bravi una cena.
• Il quarto luogo è esterno, il paese visto nell’ora della fine della giornata.


Tempo

Per quanto riguarda la scansione temporale, essa si svolge Giovedì 9 Novembre sul far della sera quando padre Cristoforo torna dal palazzo di Rodrigo.
Il 10 Novembre (mattino) è caratterizzato dalla visita di strani personaggi che fanno scattare il campanello d'allarme ad Agnese.
A questo punto vi è un flashback al giorno precedente in cui avviene la spiegazione di questo episodio. Infatti il narratore (che al contrario di Verga e dei Veristi in generale, interviene numerose volte nella storia - Questo poi ti servirà più avanti! ) racconta dell'aiuto richiesto da Don Rodrigo al Griso per progettare ed eseguire il rapimento della giovane Lucia. I mendicanti misteriosi quindi non sono altro che i bravi del Griso (che è il capo dei bravi di Don Rodrigo).
Al termine del flashback si ritorna al 10 novembre. È sera e, mentre don Rodrigo sta pianificando il rapimento, Agnese, Lucia, Renzo e i testimoni si stanno recando da Don Abbondio.


Personaggi

Fra Cristoforo: appare all’inizio del capitolo ed è paragonato ad un capitano, che pur avendo perso una battaglia deve rincuorare i suoi fedeli. Così fa raccomandando ai promessi sposi di dare a Dio il tempo che occorre.

Renzo: nella prima sequenza appare sconvolto dall’ira che riesce a dominare solo quando Lucia piangente acconsente alle nozze segrete.
Nella 3° sequenza non appare più tanto sicuro, anzi è intimorito dalla presenza di quei ceffi all’osteria e si fa taciturno, sperando che i suoi compagni finiscano in fretta la cena.

Agnese: conforta la figlia e si dimostra materna nei confronti di Renzo accarezzandogli le spalle tenta di calmare il giovane. Nell’ultima sequenza si dimostra attiva nel cercare di distogliere l’attenzione di Perpetua per consentire ai giovani di entrare nella casa del curato per costringerlo a celebrare il matrimonio.

Lucia: nella 1° sequenza accetta spaventata le nozze segrete, per impedire a Renzo di fare uno sproposito e nell’ultima si lascia trascinare alla casa aggrappandosi alla madre ed allo sposo.
Menico; nipote di Agnese, vivace e servizievole.

Don Rodrigo: nella seconda sequenza del capitolo la psicologia e l'animo di don Rodrigo sono approfonditi: egli esce perdente anche dal confronto con il suo servo, il fedele Griso, da lui chiamato per far rapire Lucia. Don Rodrigo è fortemente scosso dalla predizione del padre Cristoforo. Riacquista fiducia solo vedendo i ritratti degli antenati, ricevendo i saluti ossequiosi dei sudditi durante la passeggiata. Si affida al Griso, che, pur essendo un servo, mostra più sicurezza di lui mettendo a punto una strategia per il rapimento mentre don Rodrigo si limita a raccomandare di non fare male a Lucia e di non lasciare tracce.

Griso: fedele e riconoscente bravo di Don Rodrigo, molto abile e per questo utilizzato nelle grandi occasioni.

Tonio: testimone più “sveglio” disposto ad aiutare Renzo in cambio dell’estinzione di un vecchio debito con Don Abbondio.

Gervaso: fratello tonto di Tonio, sempliciotto

Oste: è un personaggio privo di morale, che bada solo al suo guadagno. Per lui è più importante il suo tornaconto. Infatti dice: "se qualcuno deve dare una coltellata ad un altro, che lo faccia pure. ma fuori dal suo locale, perché lui non vuole avere noie. Gentiluomo è solo chi paga senza tante storie."
Inoltre l'oste nega di conoscere gli avventori misteriosi a Renzo, ma a loro dà informazioni su di lui: fa il doppio gioco per interesse, spiana la via al male, a quelli che il male vogliono farlo.


Commento

In questo capitolo i personaggi sono distinti in quelli favorevoli al matrimonio (Agnese, fra Cristoforo, Menico, Tonio Gervaso, e i promessi, ovviamente), e in quelli che cercano di ostacolarlo (don Rodrigo, il Griso, don Abbondio).
Ognuno dei due gruppi fa preparativi segreti, i bravi travestiti, mandati in giro a sondare il terreno da don Rodrigo, con la loro visita travestiti in casa di Lucia, creano attesa, così come l'ira di Renzo, che con esso ottiene il consenso di Lucia alle nozze.
Molto realistica è la descrizione della sera che scende sul villaggio. La quiete della semplice vita del villaggio si contrappone alla tensione delle vicende che vivono i protagonisti che intendono porre in esse il matrimonio di sorpresa. Nel momento della sera tutti vogliono quietare le loro fatiche, mentre è in questo momento che i personaggi sono maggiormente tesi per quello che sta per accadere.



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