Capitolo 12 de I Promessi Sposi - Analisi e Commento


Analisi e commento del dodicesimo capitolo de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.


La Struttura

La struttura occupa il tempo che è necessario a Renzo per arrivare alla Porta Orientale, luogo del tumulto. Fatto già anticipato nel capitolo precedente.
Il capitolo, quindi, per buona parte è interessato da una digressione storica, parte essenziale dell'intero romanzo: dalla descrizione del passato di alcuni personaggi (basti pensare a fra Cristoforo e la monaca di Monza) in modo da riuscire a comprendere meglio la loro personalità, all'analisi di un fatto storico di rilievo ponendo l'attenzione sulle cause e gli effetti e cercando di capire gli obiettivi
che muovono l'agire umano.
In questo capitolo inoltre la finzione si intreccia con la realtà grazie alla figura di Renzo che uscirà profondamente turbato da questa esperienza milanese (nota il momento della conversione in riva all'Adda nei capitoli successivi).
La storia è, per riassumere, una scenografia, uno sfondo della movimentata avventura del giovane paesano.


La Digressione

Analizziamo ora meglio la digressione, cercando di cogliere la sua struttura logica.

1) Si inizia con un'analisi di com'era la situazione prima del raccolto del 1628.
- Clima: scarsità di raccolto rispetto all'anno precedente
- Risorse: dirottate all'esercito
- Economia: poca manodopera nei campi ed elevata fiscalità.

2) La scarsità di granaglie genera un rincaro del prezzo del pane.
- Reazione dei popolo: si pensa che il grano sia nascosto dai proprietari per far sì che i fornai e i proprietari terrieri guadagnassero di più (aggiotaggio); si pensa che il grano sia nascosto per venderlo alle città vicina; il popolo chiede alle autorità dei provvedimenti volti ad evitare le speculazioni
- Reazione dell'autorità: viene imposto un prezzo calmierato ad alcune derrate (pane escluso); si minacciano punizioni a chi si rifiuta di vendere; i provvedimenti hanno però effetti nulli.

3) Imposizione della riduzione del prezzo del pane. Reazioni:
- Popolo: la folla si ammassa davanti ai fornai per ottenere il pane al prezzo stabilito. Problema: la scarsità di risorse non soddisfa l'eccessiva domanda;
- Produttori: il loro lavoro non è abbastanza remunerativo. Protesta;
- Autorità: Ferrer ignora le proteste dei fornai. Il governatore Gonzalo provvede a nominare una giunta straordinaria col compito di stabilire il prezzo del pane.

4) Rincaro del prezzo del pane. Reazioni:
- Il popolo non è contento;
- Le autorità non riescono a garantire l'ordine pubblico
- Si fa ricorso alla forza pubblica per evitare che alcuni forni vengano assaliti
- Il forno delle grucce viene ugualmente assalito, nonostante il presidio dei soldati


Vediamo ora il tutto in maniera discorsiva:
Il narratore ha iniziato questo 12° capitolo con la presentazione delle condizioni del popolo alla vigilia del racconto del 1628, precisando che si trattava del secondo anno di raccolta scarsa. (Premessa)
Quindi Manzoni analizza le cause che hanno prodotto il raccolto in assoluto più misero: le cattive condizioni climatiche e la responsabilità umana. Gli effetti sono facilmente ipotizzabili: penuria di grano, rincaro dei prezzi, riduzione del consumo (il potere d'acquisto della gente è limitato). Alla luce di questo però Manzoni afferma: "rincaro doloroso, ma salutevole". In effetti si spreca di meno.
In ogni caso la gente attribuisce la colpa di questa scarsità ai governanti affermando che in realtà il grano c'è solo che viene nascosto e non se ne vende a sufficienza per il consumo facendo così lievitare i prezzi (quando la domanda supera l'offerta, in economia, l'effetto è quello del rincaro).
Si passa quindi alle reazioni popolari al provvedimento: cominciano a circolare voci che sostengono che i magazzini sono in realtà stracolmi di grano.
I provvedimenti che vengono presi sono: la stabilizzazione dei prezzi il cui effetto però è nullo (non ha senso stabilizzare i prezzi di prodotti che non si trovano), la riduzione del prezzo del pane è anch'esso nullo; è senza senso abbassare il prezzo del pane quando il costo delle materie prime rimane molto elevato. Il terzo è ultimo provvedimento è quello di affidare ad una commissione il compito di fissare il prezzo del pane: l'effetto è l'inevitabile rincaro.
Si ritorna quindi al punto di partenza.


I Personaggi

La vera protagonista è la folla con i suoi umori, le sue reazioni che si manifestano soprattutto nell'assalto al forno delle grucce e alla casa del vicario.
Possiamo capire, grazie alla presentazione dell'assalto al forno, come il narratore abbia pena nei confronti della folla che ha perduto ogni razionalità e si comporta in modo da dar libero sfogo ai propri istinti. Il tutto viene accompagnato da figure retoriche quali le similitudini della tempesta, le metafore zoomorfe.
Un personaggio assume particolar rilievo nel capitolo: il capitano di giustizia, vero e proprio governante; personaggio che assume una doppia valenza. Da ipocrisia a verità.
Ipocrisia quando il suo discorso è dominato dall'enfasi (Ma figliuoli [...] che fate qui? A casa, a casa! Dov'è il timor di Dio? Che dirà il re nostro signore".
Se l'ipocrisia era accompagnata da un linguaggio misurato, paterno; il linguaggio della verità è diametralmente opposto. Esso è violento e scomposto: "Sentite, sentite: siete sempre stati buoni fi... Ah canaglia!"



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