Gabriele D'annunzio, vita e poetica in breve
     


Gabriele D'annunzio, vita e poetica in breve




Vita

Gabriele D'Annunzio (Pescara, 1863 – Gardone Riviera, Brescia 1938) nasce a Pescara (Abruzzo) da una famiglia adagiata, compie studi liceali e compone fin da giovanissimo poesie; si trasferisce a Roma per compiere gli studi universitari. Frequenta i salotti più esclusivi della città, e collabora come cronista di giornali e riviste; non porterà mai a termine l’università e la sua vita sarà sempre al centro di scandali e di gesti eroici. Nel 1897 viene eletto deputato nelle file dell’estrema destra, la sua vita sentimentale e passionale, famosa sarà la sua relazione con Eleonora Duse (attrice); vive a Firenze per un periodo abbastanza lungo nella famosa villa detta “Capponcina”.
A un certo punto, assediato dai creditori, è costretto nel 1910 a scappare in Francia e la villa viene messa all’asta.
Con lo scoppio della 1° guerra mondiale appoggia l’intervento dell’Italia a fianco dell’Intesa, compie atti audaci e torna in Italia.
Durante l’atterraggio ha un incidente nel quale perde un occhio, compie un volo su Vienna buttando dall’aereo i volantini del tricolore. Alla fine della guerra prende con la forza la città di Fiume che il trattato di pace (Versailles) non aveva assegnato all’Italia e proclama la repubblica del Carnaro (1919) ma l’anno successivo il governo italiano lo costringe con l’esercito a sloggiare da Fiume.
Dal 1920 inizia l’ultimo periodo della sua vita, caratterizzato da ambigui rapporti con il fascismo.
Si ritira a Gardone Riviera nella villa detta il Vittoriale degli Italiani, che diventa un vero e proprio museo della sua vita. Muore nel 1938 per un’emorragia cerebrale.


La poetica

Con d’Annunzio nasce in Italia il mito del superuomo: il mondo appartiene a pochi intelletti superiori, ne consegue un disprezzo totale per le masse (aspetto decadente). L’amore per la violenza, il disprezzo del pericolo, il dinamismo, l’eroismo sono le caratteristiche della vita del superuomo. Il culto della bellezza e dell’arte la massa non può comprenderlo perché è un’espressione del singolo. Aristocratica è la concezione del mondo e della storia, questa non la fanno le masse, ma i grandi uomini con le loro azioni e i pensieri; le masse subiscono e i grandi uomini possono e debbono sfruttarle. Si dichiara anti-borghese nel senso che rinnega la concezione politica della vita sociale, borghese equivale a fifone e codardo (concezione razzista). Diventa lo scrittore preferito dell’alta società romana della quale condivise la moda ed esaltò i miti. D’Annunzio fissò i canoni dell’estetismo: lo scopo della vita e la bellezza e la vita stessa è una forma di arte.
Raffinato, avventuroso, astratto, originale, aristocratico, anti-democratico. È un poeta sensuale e decadente: attraverso i sensi percepisce la realtà della vita, ricerca parole musicali che stimolino i sensi del lettore. I suoi rapporti con il fascismo si ruppero con l’ascesa al potere di questo.


Opere

Romanzi: Le Vergini delle Rocce, Il Piacere, L’Innocente, Il Trionfo della Morte, Il Fuoco, Il Libro Segreto.
Poesie: L’Alcione
Opere Teatrali: Francesca da Rimini, La Figlia di Jorio.



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