La classe di danza, Degas - Analisi


Il dipinto "Classe di danza" (La classe de danse in francese) è un'opera di Edgar Degas (olio su tela 85x75 cm, 1873-1875) che si trova conservato nel Museo d'Orsay di Parigi. Questo non è l'unico nome del dipinto che è noto anche coi titoli: Lezione di danza, Lezione di ballo o Classe di danza.
Si tratta di uno dei primi grandi dipinti appartenenti alla serie delle ballerine, contiene in se già tutti i temi della maturità artistica di Degas.
Edgar Degas iniziò a sviluppare diversi quadri sul tema delle ballerine dopo il 1874, periodo nel quale la morte del padre coincise con le sue difficoltà economiche, così per vivere dovette vendere i suoi quadri. Degas era un assiduo frequentatore di opere, balletti e spettacoli teatrali, per sua fortuna non era l'unico ad avere questa passione dal momento che si trattava di un tema particolarmente gradito ai collezioni e al suo pubblico abituale. Bisogna precisare, però, che non era attratto tanto dalla grazia del ballo, quanto dalle pose faticose e forzate dei corpi, dai loro equilibri instabili, dalla varietà di gesti e di movenze delle ballerine.


Spiegazione

In esso l'artista rappresenta il momento in cui una ballerina sta provando dei passi di danza sotto l'occhio vigile dell'anziano maestro Jules Perrot (famoso ballerino e coreografo francese, e amico di Degas) che dà il tempo battendo il bastone a terra, mentre le altre ragazze attendono il proprio turno, oppure si rilassano.
Degas da un taglio fotografico al dipinto e, come un istantanea, le figure risultano fuoriuscire dall'inquadratura e ciò suggerisce una pittura a getto atta a cogliere l'impressione di un momento, in realtà l'opera è frutto di un lunghissimo studio in atelier, infatti i gesti delle ballerine sono indagati con attenzione quasi ossessiva. Quella con il fiocco giallo seduta sul pianoforte sta grattandosi la schiena (notare la smorfia di fastidio); quella di spalle con un fiocco rosso nei capelli si sta facendo aria con un ventaglio, poi vi è quella che si accomoda l'orecchino, quella che si sistema l'acconciatura, quella che ride e quella che parla con la compagna, come in una classe scolastica quando sul finire della lezione l'atmosfera diventa più rilassata. Nessuno dei personaggi è in posa, cogliere questi aspetti reali del quotidiano è una scelta precisa dell'artista (come egli stesso diceva "è come se venissero guardati dal buco della serratura").



Analisi pittorica

Come di consueto, Degas sceglie un angolo decentrato per inquadrare la scena e il forte scorcio è accentuato dalle linee oblique delle tavole del parquet.

La scena è costruita secondo una prospettiva diagonale tipica di molti quadri di Degas; l’inquadratura è decentrata, le linee oblique del parquet allungano lo spazio e guidano lo sguardo dello spettatore in profondità. La naturalezza del quadro è suscitata dal taglio fotografico dell'immagine ripresa dal basso verso l'alto.

Degas ricostruisce l'atmosfera della sala con garbo e raffinatezza, inserendo le sue fanciulle in una luce morbida e pallida (proviene in parte da destra dove immaginiamo ci sia una grande finestra e in parte dal fondo dall'altra finestra della stanza affianco) che ne ingentilisce ulteriormente le già eleganti movenze, illuminando la pelle bianchissima delle allieve, i tutù e l'evanescenza dei tessuti di raso. I passaggi cromatici dal bianco dei costumi al rosa della pelle sono tratteggiati con estrema delicatezza. Sia il disegno prospettico del pavimento sia il tono neutro del parquet e delle pareti, sul quale meglio risaltano gli abiti delle ballerine, contribuiscono a dare all'insieme un senso di quieto realismo.

Il colore, steso con zone ampie e pennellate sintetiche, non descrive ma evoca materie e volumi. Un altro particolare di questo quadro risulta essere la sensazione di estensione oltre i margini della tela; questo effetto suggerisce la transitorietà del momento immortalato dal pittore e la volontà dell'autore di superare la pittura accademica immobile. Ad esempio le figure a destra e a sinistra non sono tutte all'interno della "foto", alcuni stanno fuori come rappresentato dalla ragazzina con la gamba destra verso l'esterno.

Il vecchio maestro, probabilmente Jules Perrot, è situato al centro del semicerchio, ma non al centro del dipinto. L’uomo emerge per il colore grigio – contrapposto ai colori tenui ma più allegri delle giovani – e rappresenta così un elemento fisso e stabile, una figura guida.



Curiosità

- La ballerina che si gratta la schiena è Marie van Goethem, una ragazza di 14 anni che è stata anche il soggetto dell'unica scultura esposta volontariamente da Degas. Rappresentava uno dei "ratti della danza", termine utilizzato per indicare le ballerina di fila, ovvero quelle che non hanno parti da solista. Sia negli schizzi che nei modelli di studio la ritraeva nella scomoda posizione del capo, inclinata come nella scultura di cera. La sua storia è molto triste perché venne costretta dalla madre a diventare una prostituta minorenne.

- La base di partenza di questo quadro sono degli schizzi che lui realizza dal vivo, impiegandoci 3 anni nella realizzazione completa di questa opera.

- Degas si sente affine alla poetica degli impressionisti ma intraprende scelte autonome e non adotta il metodo di pittura all'aria aperta tipico del gruppo. Inoltre contrariamente alla tecnica impressionista usa sia il nero (per esempio nel nastro della bambina in primo piano) e il bianco (nel tutù di tutte le ballerine).

- Oltre l'apertura sulla parete sinistra si può notare una finestra attraverso la quale si intravede appena un paesaggio urbano.

- È un quadro dipinto in plein air, poiché non dipinge nel suo studio, ma in una classe di danza , infatti la tela è piccola, facile da trasportare.

- Degas si recava spesso nell'Opéra di Parigi non soltanto in veste di spettatore ma intrufolandosi anche dietro le quinte, nel foyer di danza, dove era stato introdotto da un suo amico musicista d'orchestra.

- Sempre in questi anni Degas condurrà significativi studi sul colore, usando sempre di più la pratica dell'accostamento di un colore all'altro per averne più luminosità possibile ed evitando di mischiarli. Userà sempre di più quindi i colori puri, come si può vedere nel fiocco rosso della ragazza che sventola il ventaglio.



Commento

La classe di danza è un quadro così autentico che sembra muoversi e prendere vita. Non un dipinto statico, ma estremamente dinamico; non un’opera fatta di contorni, ma un lavoro che si estende al di là della tela, includendo anche chi lo osserva che, come per magia, si sente parte di quella lezione di danza avvenuta più di un secolo fa.



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