Commento: Chi Sono? Palazzeschi


Commento: Chi Sono? Palazzeschi

di Aldo Palazzeschi
Commento:

La poesia Chi sono? è scritta da Aldo Palazzeschi che era un crepuscolare, nel testo sono presenti tre parole chiavi che sono: la follia, la malinconia e la nostalgia. Egli accomuna la sua vita di artista, incerta e precaria, a quella di un saltimbanco. La poesia è caratterizzata da versi liberi. La poesia mi piace così tanto (cazzate) che mi piacerebbe rileggerla molte volte (seeee) anche perché fa capire l'importanza dell'identità!!

Questo commento è in una forma meno formale
L'inizio ricorda un'altra poesia la "Desolazione" di Sergio Corazzini, ma a differenza dell'altra il poeta-fanciullo diventa il "saltimbanco" della propria anima, tra "follia" e "malinconia", e con una superstite "nostalgia" di una condizione non mistificata; il poeta infatti mette a nudo il suo cuore, in una vaga richiesta di corrispondenza, se non di comprensione e condivisione "c'è qui una demistificazione sofferta della condizione del poeta; certo, sminuita rispetto alle esaltazioni dannunziane (e anche pascoliane), ma vista come ancora capace di esprimere un'esperienza patetica aristocratica, una follia e una malinconia che appaiono ancora un segno d'eccezionalità in una società meschina che non chiede più nulla alla poesia. L'immagine finale del saltimbanco [...] è pur sempre un'immagine di libertà, di gioco magari pericoloso, ma che rifiuta la necessità imposta dal conformismo, anche se appare chiusa in una solitudine malinconica di sradicato".

Commento con Analisi
Presentazione di sé come poeta in chiave ironica e demistificante come, del resto, in quell'altra in cui dice che le persone ormai non chiedono più nulla ai poeti (con latinismo dice "dai poeti") e che tutti quei suoni che trascrive sono "la spazzatura delle altre poesie". Il poeta vuole giocare, come qui. (saltimbanco), presentandosi anche come un buffone.
Il "non" significa "un solo non" ha che un colore e, intanto, negandola, presenta la cosa che nega.
Il poeta non si propone di dar messaggi o di guidare nessuno, non propone ideali e ricorda che la poesia può essere anche allegria, divertimento, scherzo. La demistificazione del ruolo del poeta e della poesia è comune, con accenti diversi, ad alcune avanguardie del primo Novecento.

Palazzeschi sarebbe seriamente da leggere e da rileggere anche nell'ultima raccolta, che era dinamica e spiritosa, nonostante l'autore fosse ormai vecchio.

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