Descrizione: Frà Cristoforo


Descrizione: Frà Cristoforo

Riassunto di Frà Cristoforo
Frate cappuccino del convento di Pescarenico, poco distante dal paese dei due promessi sposi, egli è la guida spirituale cui si affida Lucia. La sua indole ribelle, ma al tempo stesso generosa è già delineata fin da quando, non ancora frate, porta il nome di Lodovico. Abituato sin da giovane all'agiatezza e al lusso, cresce alimentando un'abituale fierezza che lo porta, come il padre, a scagliarsi contro l'ostilità del mondo aristocratico e vanesio, conducendo una guerra aperta contro i suoi rivali e schierandosi a fianco dei deboli che avessero subito da essi un sopruso. Questo suo atteggiamento lo porterà al famoso duello dal quale uscirà con la convinzione della sua vocazione. La figura del frate grandeggia, non come quella di un essere superiore, ma come quella di un uomo tra gli uomini, che ha vissuto le sue esperienze e ha formato il suo carattere proprio in mezzo al complicato mondo seicentesco. In lui, immagine viva e vera, si può vedere il simbolo dell'eterna lotta tra il bene e il male, tra forza materiale e forza spirituale che, sorretta da una fede senza confini, è destinata a trionfare. Quello che egli prima operava a servizio di una giustizia umana, ora opera a servizio di quella divina e proprio in questa continuità risiede la reale umanità del personaggio. L'ultima immagine che abbiamo di lui, con i segni della fine sul volto, è quella al lazzaretto, a servire i bisognosi come in tutta la sua vita.

Ruolo nel romanzo
Aiutante dei protagonisti, personaggio storico (simboleggia un cristianesimo coraggioso, capace di prendere posizione in difesa dei più deboli). Padre cappuccino, di benestante famiglia di mercanti.

Comportamento
Irrequietezza interiore, disciplina d’umiltà, somma spiritualità religiosa, costante astinenza, autocontrollo, senso della giustizia, determinazione e coraggio.

Descrizione fisica
Padre Cristoforo è un uomo ormai vicino ai sessant’anni, con un capo rasato, tranne, secondo il rito dei cappuccini, una piccola corona di capelli. Ha una barba lunga e bianca che gli copre la faccia e il mento e la fronte marchiata da rughe, segno probabilmente delle sue abituali riflessioni. Ha due occhi incavati, spesso chinati a terra, ma che talvolta sfolgorano con vivacità repentina. Il vero nome del personaggio in questione è Ludovico, il quale, da giovane, conduceva una vita signorile tale a quella del padre,camiò strada quando arrivò ad uccidere un uomo,essendo il suo un animo buono l'uomo decise di dedicare la sua vita alla chiesa.La sua storia fa facilmente intuire il carattere dell'uomo,gentile e colmo di bontà,ma allo stesso tempo dotato di una forte astuzia e perspicacia!

Dove lo riscontriamo
3° Capitolo
Nel 3° capitolo è introdotta la figura di Fra Cristoforo: il Manzoni lo introduce dicendo: “Nessun si pensi che fosse un frate di dozzina, una cosa da strapazzo. Era anzi uomo di molta autorità, presso i suoi, e in tutto il contorno”.
Era un cappuccino che non esitava come i frati di quell’ordine né servir gl'infimi, né esser servito da' potenti, entrar ne' palazzi e ne' tuguri, con lo stesso contegno d'umiltà e di sicurezza. La parola «frate» racconta l’autore veniva pronunciata o col più gran rispetto, e col più amaro disprezzo e così in questi primi tratti ci fa comprendere in quale considerazione anche padre Cristoforo fosse tenuto.

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