Occhio per occhio, dente per dente - Significato


Perché si dice "occhio per occhio, dente per dente": origine, spiegazione e come si usa nella lingua italiana.

Occhio per occhio, dente per dente, spesso abbreviato in occhio per occhio, è un modo di dire della lingua italiana che si apprende da già bambini perché lo si studia per la prima volta nella materia storia sin dalla scuola elementare.



Significato

L'espressione "Occhio per occhio, dente per dente" sta a significare che se una persona fa del male a un'altra persona, dovrà essere punita allo stesso modo in cui ha fatto del male alla sua vittima. Ovvero se una persona cava un occhio ad un'altra persona, quest'ultima ottiene il diritto di rispondere con lo stesso danno e così entrambi si ritroveranno senza un occhio: in questo modo si cerca di ristabilire un equilibrio, offrendo una giustizia anche per la vittima.

Viene nominato l'occhio perché è una parte importante del corpo umano ed è il più evoluto dei cinque sensi, e il fatto che subito dopo venga nominato il dente (cioè una parte del corpo vicino all'occhio) mi porta a pensare che in uno scontro corpo a corpo innescato da una lite veniva preso di mira il volto di una persona e capitava che qualcuno ci rimettesse un occhio o un dente, o entrambi.

Quello che è importante capire è che occhi e denti vengono nominati solo a titolo di esempio, tale modo di dire può avere anche altri usi all'infuori del danno fisico. Ad esempio se vi trovate insieme a un gruppo di amici e a un certo punto uno di loro racconta un episodio imbarazzante su di voi (es. quando da piccoli bagnavate il letto, o eravate caduti rovinosamente a terra, o avevate paura del buio o di un animale ecc.), applicando la regola del "occhio per occhio, dente per dente" acquisirete il "diritto" di raccontare a vostra volta un episodio imbarazzante verso chi vi ha messo per primo in imbarazzo.

Un modo di dire dal significato simile è: "Ripagare con la stessa moneta".



Origine

L'espressione "Occhio per occhio dente per dente" è stata usata nel corso del tempo in diverse culture o civiltà, alcune ancora esistenti ed altre ormai scomparse.

Come abbiamo già detto, lo si studia a scuola per la prima volta nel programma di storia delle elementari in cui si affronta come argomento il Codice di Hammurabi, risalente al XVIII secolo a.C. e appartenente alla civiltà babilonese. Esso fa larghissimo uso della Legge del taglione, e cioè la pena per i vari reati era spesso identica al torto o al danno provocato, da qui l'espressione "occhio per occhio, dente per dente". 
A quei tempi esisteva la schiavitù, e per gli schiavi, considerati come degli oggetti o degli animali, non era possibile vendicarsi di un torto o danno subito applicando la legge del taglione, ma si otteneva un risarcimento in denaro.

La legge del taglione viene affermata solo nel diritto romano arcaico, quello delle dodici tavole. Infatti nella Tavola VIII riguardante gli illeciti, si dice: 
«Si membrum rupsit, ni cum eo pacit, talio esto.» (in latino)

«Se una persona mutila un'altra e non raggiunge un accordo con essa, sia applicata la legge del taglione.» (in italiano)

Al contrario di quanto si possa pensare, lo scopo della legge "occhio per occhio" era quello di ridurre l'uso della violenza. Se un individuo era conoscenza del fatto che facendo del male a un altro individuo avrebbe subito la stessa sorte, era inevitabile che prima di commettere quell'atto malvagio ci avrebbe pensato più di una volta. Inoltre chi subiva il torto o il danno non poteva d'impulso vendicarsi rispondendo allo stesso modo, ma era necessario rivolgersi prima ai giudici che, una volta appresa la situazione, potevano autorizzare il tipo di pena in modo che non fosse né troppo leggera né troppo dura, per ottenere una pena giusta.


Questa espressione si trova anche nella Bibbia (Antico Testamento):
«Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all'altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all'altro.» (Levitico 24, 19-20)
«Occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, scottatura per scottatura, ferita per ferita, contusione per contusione. Se uno colpisce l'occhio del suo schiavo o l'occhio della sua schiava e glielo fa perdere, li lascerà andare liberi in compenso dell'occhio perduto. Se fa cadere un dente al suo schiavo o un dente alla sua schiava, li lascerà andare liberi in compenso del dente perduto..» (Esodo 21,24-27)

E si può trovare anche nel Vangelo secondo Matteo (Nuovo Testamento):
«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.» (Mt 7,12)

Inoltre Gesù resosi conto che molti avevano interpretato male la legge "occhio per occhio" cercò di correggere il loro modo di pensare. D'altronde anche quando ci si vendica spesso non si riesce a porre fine all'ostilità perché uno dei due litiganti vuole a sua volta dire la sua, imporre la sua forza infliggendo un danno maggiore all'altro, e perciò per spezzare questa "catena" basata sulla vendetta Gesù disse che ci si può difendere dal proprio aggressore e allo stesso tempo impedire al male (= alla sete di vendetta) di prendere il sopravvento:
Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra. (Matteo 5,38-45)



Come si usa

Questo modo di dire viene usato oggigiorno per vendicarsi di un torto o un danno subito.

ESEMPIO:
Se racconti alla mamma che ho rotto il vaso di vetro, le dirò che hai graffiato il retro dell'auto. Occhio per occhio...
So che mio marito mi tradisce con la sua segretaria e per questo lo tradisco con il postino. Occhio per occhio, dente per dente.
- Perché mi hai dato una sberla?
- Ti sto restituendo quella che che mi hai dato la scorsa volta e poi sei scappato via. Te la meriti!!! Occhio per occhio, dente per dente.


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