Ad ognuno la sua croce


Cosa significa il proverbio "Ad ognuno la sua croce": origine, spiegazione e come si usa nella lingua italiana.

Ad ognuno la sua croce è uno dei proverbi italiani più noti; sicuramente vi sarà capitato di sentirlo dire a persone che vantano un certo tipo di esperienza in sventure.



Significato

Questo proverbio va immaginato come una persona che ha una croce da portare in spalla e sta a significare che ognuno di noi ha dei problemi a cui pensare. Secondo questo proverbio è sbagliato pensare che esistono così tante persone che vivono la vita senza problemi, ci sono così tanti problemi (di salute, di soldi, d'amore, di lavoro ecc.) che nel corso della vita è inevitabile non finire per essere colpiti, o meglio, travolti da uno di essi. Per ovvie ragione queste difficoltà sono un peso non richiesto e che il più delle volte viene percepito come immeritato.
Certamente gran parte dei problemi sono risolvibili e non bisogna lasciarsi sopraffare, anzi, vanno combattuti con tutte le proprie forze e chiedendo aiuto alle persone più vicine, e nei casi peggiori imparare a conviverci.
Ma "ad ognuno la sua croce" vuole anche dire che non bisogna invidiare chi apparentemente sta meglio di noi, perché anche lui ha una croce da portare (un fardello) che, in alcuni casi è evidente, mentre in altri la persona in questione la tiene nascosta per vergogna o perché non vuole creare preoccupazione agli altri.

Un problema personale che prima sembrava gigantesco, si ridimensiona se confrontato mentalmente con tutto ciò di peggio che sarebbe potuto succederci. Ci vuole coraggio e anche molta pazienza per saperlo accettare.



Origine

Purtroppo per i proverbi è raro individuare una origine, però in questo caso sembra che sia come una sintesi del dialetto proverbiale «Ognùn el va en piàza con la só crós e po’ el tórna con la só crós» che tradotto sta per «Ognuno va in piazza con la sua croce e torna con la propria».
Secondo la saggezza popolare, un giorno la gente - stanca della propria sofferenza - è scesa in piazza con la propria croce per vedere se riusciva scambiarla con quella di un altro.
Dopo decine e decine di scambi di vedute e di trattative, alla fine sembra che ognuno abbia pensato che in fin dei conti la propria croce era meno pesante di quella degli altri, riportandosela così a casa.


Vi è anche una versione più lunga di questo detto sotto forma di racconto.
Un uomo era stufo delle propria croce.. si lamentava sempre diceva che era impossibile che lui dovesse portare un tale peso.. Andò al cospetto di Dio e gli disse: Signore io non ce la faccio più, questa croce è troppo pesante, morirò sotto questo peso. Tu che sei misericordioso non puoi cambiarla?
Dio lo guardo e disse: vedi tutte quelle croci, ecco provale e cerca quella che ti è meno pesante.

L'uomo contento si avvicinò e getto la sua, si mise a cercare la sua nuova croce tra tantissime altre.. Questa no, pesa troppo.. pensava provandole.. Neanche questa.. Mamma mia che pesante questa.. No no neanche questa..
Passò un pò di tempo e non trovava la croce che faceva per lui.. ad un certo punto in un angolo ne vide una che non aveva ancora provato.. la prese e disse: L'ho trovata, questa è la croce che fa per me. Non pesa, la potrò portare tranquillamente.

Si diresse verso Dio che aveva assistito a tutto.. e disse: Signore ho trovato la croce giusta, prendo questa!
Dio lo guardò e con un sorriso disse: Figliolo mi fa piacere che hai scelto la croce che fa per te, vedo che ti sei RIPRESO la TUA!
L'uomo guardò la croce e riconoscendola capì che forse la sua vita a differenza di altre era meno pesante.."

MORALE: spesso i nostri problemi non sono niente a confronto a quelli degli altri e dobbiamo renderci conto che in fondo siamo fortunati.


Vi è anche un'altra storia con morale a tema religioso che è molto attinente a questo proverbio, ve la riportiamo:
Il burrone
Un uomo sempre scontento di sé e degli altri continuava a brontolare con Dio perché diceva: «Ma chi l'ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani! ».
Il Buon Dio gli rispose con un sogno.
Vide che la vita degli uomini sulla Terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l'altro.
Anche lui era nell'interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale. Dopo un po' si accorse che la sua croce era troppo lunga: per questo faceva tanta fatica ad avanzare. «Sarebbe sufficiente accorciarla un po' e tribolerei molto meno», si disse. Si sedette su un paracarro e, con un taglio deciso, accorciò d'un bel pezzo la sua croce. Quando ripartì si accorse che ora poteva camminare molto più spedito e leggero. E senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione degli uomini.
Era un burrone: una larga ferita nel terreno, oltre la quale però incominciava la «terra della felicità eterna». Era una visione incantevole quella che si vedeva dall'altra parte del burrone.
Ma non c'erano ponti, né passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità.
Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l'appoggiava sui bordi del burrone e poi ci passava sopra.
Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio.
Passavano tutti. Ma non lui. Aveva accorciato la sua croce e ora essa era troppo corta e non arrivava dall'altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: «Ah, se l'avessi saputo...».
Ma, ormai, era troppo tardi e lamentarsi non serviva a niente.

MORALE: Al di là che si creda o meno nell'esistenza di Dio, è tranquillizzante pensare che la "croce" che si sta portando, seppure con molta fatica, abbia uno scopo o che serva per qualcosa di più grande.



Come si usa?

Questo proverbio si usa solitamente per consolare una determinata persona che sta soffrendo e che si sta lamentando della sua situazione difficile o sfortunata.


ESEMPIO:
- Ti fa male la gamba, invece a me il braccio. Ognuno ha la sua croce...


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