Perbacco o Per Bacco: come si scrive?


Si scrive "perbacco" tutto unito o "per bacco" nella forma separata? Qual è la grafia corretta e da dove deriva questa espressione?

Entrambe le forme risultano essere corrette, sia perbacco che per bacco si possono utilizzare senza problemi nella lingua italiana. Tale espressione indica in modo scherzoso uno stato di stupore, un'esclamazione di meraviglia, di disappunto o di risentimento.

Altri sinonimi sono: accidenti, accidentaccio, accipicchia, capperi, caspita.



Origine: chi era Bacco?


Bacco è una divinità della religione romana e, corrisponde al dio greco Dioniso. Figlio di Giove e della mortale Semele è nato come un semidio ma è stato promosso a divinità da Giove per aver inventato il vino. Essendo il dio del vino e della vendemmia, nonché del piacere dei sensi e del divertimento, l'espressione "perbacco" è come dire "Per Dio!".

Nella Letteratura latina e come primi esempi con le opere teatrali di Plauto e Terenzio troviamo numerosi personaggi che in situazioni di difficoltà o comunque di coincidenze sfortunate usano vari intercalari che comprendono nomi di divinità o antichi eroi della mitologia.
"Per Castore, Per Polluce e poi Per Bacco" sono tutte espressioni antiche latine che troviamo ancora nella nostra lingua; nel caso specifico, Per Bacco ha assunto anche una valenza quantitativa con cui indichiamo ingenti quantità di fatti che ci colpiscono a prima vista.

Comunque non è un'imprecazione.



Come si usa

Vi proponiamo alcune frasi di esempio.
  1. Perbacco, che fortuna!
  2. Questa, perbacco, mi giunge nuova!
  3. Perbacco, ci sei riuscito davvero!
  4. Questa, perbacco, non dovevi farmela!
  5. Perbacco, quanto è bello!


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