Di settembre - Folgore di San Gimignano


Testo, parafrasi, analisi e commento del sonetto "Di settembre" di Folgore da San Gimignano.

Testo:

Di settembre vi do deletti tanti:
falconi, astori, smerletti, sparvieri;
lunghe, gherbegli, geti con carnieri,
bracchetti con sonagli, pasto e guanti;

bolze, balestre dritt'e ben portanti,
archi, strali, ballotte e ballottieri,
sianvi mudati guilfanghi ed astieri
nidaci e di tutt'altri uccel volanti,

che fosser boni da snidar e prendere:
e l'un e l'altro tuttavia donando,
e possasi rubar e non contendere;

quando con altra gente rencontrando,
la vostra borsa si' acconcia a spendere
e 'n tutto abbiate l'avarizia en bando.



Parafrasi

In settembre voglio darvi molti piaceri:
falconi, astori, merli e sparvieri;
legacci per trattenere i falchi uniti ai carnieri,
bracchetti con sonagli, pastoie e guanti;

frecce di balestra diritte e sicure nel segno;
archi, dardi, ballotte e borse per contenerle;
vi siano falconi grifagni e astori
presi nel nido e uccelli d'ogni altra specie,

atti a snidare e ad afferrare la preda;
e l'uno e l'altro si facciano continuamente dono della selvaggina
e si possa rubare e non stare a disputare sulla preda,

incontrando un'altra brigata;
la vostra borsa sia disposta a spendere,
e disprezzate tutti l'avarizia.



Commenti

Non bisogna essere avari per seguire Folgore: egli promette a chi ha la borsa «acconcia a spendere» il piacere della caccia al falcone, con equipaggiamento completo. Si va a snidare ogni genere d'uccelli, come in un piacevole gioco.


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