Donna, da gli occhi tuoi par che si mòva - Dino Frescobaldi


Testo:

Donna, dagli occhi tuoi par che si mova
un lume che mi passa entro la mente:
e quando egli è con lei, par che sovente
si metta nel disio ched e’ sì trova.
Di lui v’appare una figura nova
che si fa loba e trovasi possente,
e segnoria vi ten sì aspramente,
ch’ogni ferezza al cor par che vi piova.
Pietà non v’è né mercé né calere,
per che si fa crudel com’ella puote
e disdegnosa della vita mia.
Li spirti, che nol posson sofferire,
ciascun si tien d’aver maggior virtute
qual può dinanz’a le’ partirsi via.


Parafrasi

Donna, sembra che dai tuoi occhi si muova uno splendore che mi penetra nell'anima; e quando è dentro di essa, pare che spesso si accordi col desiderio d'amore che in essa si trova. Suscitata da questo desiderio vi appare una mirabile figura che spesso si trasforma in lupa o mostra di essere potente, e vi domina così aspramente che nel cuore piove ogni pena. In lei non vi è né pietà, né mercè, né cura dell'amante, perché si rende crudele quanto più può, e disdegnosa della mia vita. Tra gli uomini, che non riescono a resisterle, si ritengono fortunati coloro che possono fuggire da lei.


Commento

È un sonetto di idee: dagli occhi della donna si sprigiona una luce che dà vita al desiderio d'amore. Non vi è compassione in questa donna sdegnosa, cui gli uomini non sanno resistere.


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