Ugo Foscolo: All'Amica Risanata


Fu composta fra la primavera del 1802 e quella del 1803 ed è dedicata alla contessa Antonietta Fagnani Arese, da poco ripresasi dalla malattia e presentata in fattezze mitiche in questa poesia dal sapore neoclassico che celebra la bellezza e le poesia come strumento per la sua eternazione.
All'amica risanata è tra le odi più mature del Foscolo: l’armonia, l’equilibrio, in una parola la bellezza, sono esaltati quali supremi valori capaci di dare senso alla vita. E poco importa che si tratti di un senso perlopiù illusorio e fugace: alla poesia spetta anzi di dare loro solidità e durata. La bellezza della donna amata e l’altezza espressiva del dettato poetico finiscono quindi per fondersi nella funzione di consolare gli uomini e di soddisfarne il bisogno di significato.

Testo: All'Amica Risanata
Qual dagli antri marini L’astro più caro a Venere Co’ rugiadosi crini.

Parafrasi: All'Amica Risanata
Come dalle profondità del mare la stella più cara a Venere (Lucifero) con i suoi capelli raggiandosi appare e decora il suo percorso nel cielo con la luce del sole.

Commento: All'Amica Risanata
L'ode si colloca nel solco della lirica arcadica: ad un clima settecentesco rimandano sia il carattere di poesia d’occasione, sia la forma metrica.

Analisi del testo: All'Amica Risanata
L’ode è suddivisa in 16 strofe formate da cinque settenari, alternativamente piani e sdruccioli, a cui segue un endecasillabo che rima col settenario precedente (ABACDD).

Figure retoriche: All'Amica Risanata
Figure mitologiche: Venere, Artemide (Diana), Bellona, Saffo, Faone.


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