Sintesi dal Medioevo all'Età Moderna


Sintesi:

Le invasioni barbariche determinarono nel 476 la caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Iniziò così il Medioevo, cioè l'epoca compresa tra il 476 e il 1492. Dopo la caduta dell'Impero, l'Occidente attraversò una grave crisi. I territori che erano appartenuti all'impero vennero conquistati da varie popolazioni barbariche e nacquero i regni romano-barbarici.
L'Impero Romano d'Oriente, invece, sopravvisse fino al 1453. Questo impero è chiamato anche bizantino da Bizanzio, antico nome greco di Costantinopoli, la capitale dell'impero.
Il più grande imperatore d’Oriente fu Giustiniano (527-565). Egli riuscì a riunificare almeno parzialmente i territori del vecchio Impero. Giustiniano riconquistò l’Italia e il Mediterraneo tornò ad essere un lago romano. Ma si trattava di una fragile vittoria.
Pochi anni dopo la morte di Giustiniano, infatti, l’Impero fu aggredito lungo tutti i suoi confini da varie popolazioni barbariche e dai Persiani. Molti dei territori d’Occidente appena riconquistati furono rapidamente perduti.
L’Italia nel 568 fu invasa dai Longobardi che, nel giro di pochi anni, ne conquistarono buona parte. L’Italia perse così la sua unità: ci vorranno ben tredici secoli prima che torni ad essere un paese unito.

L’avversario più insidioso dell’Impero d’Oriente, però, sorse da un movimento religioso che si sviluppò nella penisola arabica agli inizi del VII secolo. Il suo fondatore fu Maometto (570-632) che si proclamò profeta dell’unico Dio, Allah.
Siccome i fedeli dovevano essere talmente devoti ad Allah ed ubbidire alla sua volontà, la nuova religione fu detta islamismo (in arabo islam vuol dire sottomissione). Essa, comunque, è anche nota come religione maomettana o musulmana (muslim, in arabo, significa sottomessi alla volontà di Dio). L’immagine di Maometto o Allah non può essere rappresentata in quanto è proibita dalla religione stessa.

Alla morte di Maometto (632), la maggior parte della penisola arabica aveva riconosciuto l’autorità religiosa e politica del Profeta. Era nato così un nuovo e potente Stato.
I successori di Maometto furono per lungo tempo capi sia politici che religiosi. Sotto la loro guida gli arabi conquistarono vastissimi territori: buona parte della Spagna, l’Africa che si affaccia sul Mediterraneo, il Medio Oriente, la Persia.

Nella stessa epoca in cui si affermava l’Impero islamico, l’Occidente attraversava una grave crisi:

la popolazione diminuì per effetto delle guerre e delle carestie;
diminuirono le terre coltivate; inoltre molte delle tecniche agricole utilizzate dai Romani furono dimenticate: i prodotti, così, erano appena sufficienti a sfamare gli uomini;
i commerci si arrestarono quasi completamente;
le città si spopolarono: molti le abbandonavano, perché erano la prima meta dei barbari;
aumentò l’analfabetismo per la chiusura delle scuole che avevano sede nelle città.

In questa drammatica situazione, ciascuno era abbandonato a se stesso perché praticamente non esisteva più lo Stato. In Italia, l’Impero Romano d’Oriente non riusciva a governare neanche i suoi possedimenti. Sempre più spesso toccò alla Chiesa supplire alle carenze dello Stato. In particolare i vescovi dovettero amministrare la giustizia e proteggere le popolazioni inermi trattando con i sovrani barbarici. La Chiesa assunse così un ruolo politico e giunse, sul finire dell’VIII secolo, a dominare su un proprio Stato. Il papa cioè divenne sovrano di una parte dell’Italia centrale: lo Stato della Chiesa.

Tra i vari Stati barbarici che avevano sostituito l’Impero d’Occidente, uno era destinato ad avere lunga vita: quello dei Franchi, situato nell’attuale Francia.
Furono i Franchi, infatti, a fermare nel 732 a Poitiers l’avanzata degli Arabi che avevano già conquistato le coste africane del Mediterraneo e la Spagna.
Ma soprattutto fu un sovrano franco, Carlo Magno, a rifondare l’Impero in Occidente. Carlo conquistò vasti territori (l’Italia settentrionale, l’Austria, buona parte della Germania, la Francia occidentale e la Spagna orientale) e la notte di Natale dell’800, fu incoronato imperatore da papa Leone III.
Nasceva così il Sacro Romano Impero:
  • sacro, perché Carlo impose la religione cristiana a tutti i popoli che dominava e perché si credeva che Dio lo avesse scelto per governare;
  • romano, perché questo impero si considerava erede di quello romano.

Dopo la morte di Carlo Magno (814) l’Impero venne diviso tra i suoi eredi e l’Occidente conobbe un nuovo periodo di crisi. Nel corso del IX e del X secolo, infatti, l’Europa subì una nuova ondata di invasioni:
  1. riattaccarono gli Arabi, in Italia chiamati anche Saraceni, che realizzarono numerose incursioni piratesche e conquistarono la Sicilia. Nell’846 entrarono addirittura a Roma, dove saccheggiarono le basiliche di San Paolo e di San Pietro;
  2. dall’Europa del Nord provenne l’attacco dei Normanni. Marinai molto abili, condussero inizialmente azioni di pirateria. Poi si stabilirono nella regione francese che da loro ha preso il nome di Normandia. Nel corso dell’XI secolo, infine, i Normanni conquistarono l’Inghilterra e l’Italia meridionale;
  3. da est attaccarono gli Ungari. Erano guerrieri crudelissimi e raggiunsero più volte la Germania, la Francia e l’Italia. Nel corso del X secolo, però, vennero ripetutamente sconfitti. Allora divennero sedentari, si convertirono al cristianesimo e diedero vita al regno d’Ungheria.

La reazione dell’Occidente contro gli Ungari fu guidata dalla Germania, in particolare dal re Enrico di Sassonia. Fu suo figlio Ottone I che nel 955 sconfisse definitivamente gli Ungari nella battaglia di Lechfeld.
Nel 962 Ottone I riuscì anche ad ottenere la corona imperiale. In Europa così nacque il Sacro Romani Impero che divenne Germanico, perché da questo momento il titolo imperiale fu sempre controllato da dinastie tedesche.

In questo periodo la società europea subì una profonda trasformazione: si affermò la società feudale. I signori, in genere il re o l’imperatore, non erano in grado di governare direttamente i loro domini. Per questo li divisero in tante parti chiamate feudi, cioè territori. E le assegnarono a persone loro fedeli, i vassalli.
Il vassallo poteva dividere il suo feudo in parti più piccole, per darle a sua volta in feudo a uomini che gli giuravano fedeltà, i valvassori. La stessa cosa, poi, potevano fare i valvassori con altre persone, i valvassini.

Il vassallo riceveva insieme con il feudo anche alcuni privilegi, chiamati immunità:
- Il diritto di governare il territorio a lui assegnato con tutti i suoi abitanti.
- Il diritto di riscuotere le tasse.
- Il diritto di amministrare la giustizia. In cambio il vassallo doveva garantire l'aiuto militare. Con questa organizzazione i re e l'imperatore cercavano di risolvere due problemi:
  1. quello del governo di un territorio troppo vasto per essere controllato direttamente;
  2. quello di garantirsi un'adeguata difesa militare.
In realtà però finirono per dipendere dai feudatari, i quali iniziarono ben presto a considerare come propri i feudi che erano stati concessi loro.
Con la fine delle invasioni di Saraceni, Normanni e Ungari la situazione cambiò. In particolare cambiò a partire dall'anno Mille, quando tutta l'Europa conobbe un grande risveglio: la rinascita dell'Occidente.
La popolazione riprese ad aumentare e si estesero le zone coltivate. Migliorarono anche le tecniche e gli strumenti impiegati nella coltivazione.
I commerci tornarono a svilupparsi e rinacquero le città. Ciò avvenne soprattutto in due zone: nell'Italia-centro-settentrionale e nelle Fiandre.
In italia le prima città ad affermarsi furono le Repubbliche marinare: Amalfi, Venezia, Pisa e Genova.
Poi, a partire dal 1100 circa, nacquero i Comuni, cioè delle città che si organizzarono come piccoli Stati indipendenti.

La rinascita dell'Occidente segnò anche l'inizio di un cambiamento del rapporto tra gli Europei e gli altri popoli.
Da secoli ormai l'Occidente segnò anche l'inizio di un cambiamento del rapporto tra gli Europei e gli altri popoli. Da secoli ormai l'Occidente subiva invasioni e scorrerie. A partire dall'XI secolo invece prese l'avvio un processo che portò gli Europei a conquistare nuovi territori.
Particolarmente importante fu la riconquista della Spagna, chiamata in spagnolo Reconquista, che avvenne in varie tappe a partire dal 1000 fino al 1492.
Gli Europei tentarono anche di riconquistare la Palestina, la Terra Santa che ospita i luoghi in cui visse e morì Gesù, all'epoca controllata dai Turchi.
Per raggiungere questo obiettivo gli Europei organizzarono tra il 1096 e il 1270 sette guerre contro i Turchi: le Crociate, così chiamate perché i guerrieri cristiani, i crociati, indossavano una sopravveste bianca con una croce rossa. Ma la potenza militare dei Turchi era troppo forte e la conquista definitiva della Palestina risultò impossibile.

Tra il 1000 e il 1300 la scena politica fu dominata dallo scontro tra Papato e Impero. I papi volevano affermare la loro supremazia su tutte le autorità politiche, compreso l'imperatore. Mentre gli imperatori volevano controllare la Chiesa.
Lo scontro tra Papato ed impero terminò con la sconfitta di entrambi i contendenti. Mentre gli imperatori si logoravano nello scontro con il Papato, in Germania cresceva il potere dei grandi feudatari e in Italia si affermavano i Comuni. L'impero non era più in grado di avere una piena sovranità neanche sui territori controllati direttamente. Ancor più dura fu la sorte del Papato. All'inizio del Trecento papa Bonifacio VIII tentò di riaffermare la superiorità del papa su tutte le autorità politiche. A questo tentativo si oppose il primo re di Francia Filippo IV.
Il papa si preparava a scomunicare Filippo IV, ma il re inviò i suoi uomini in Italia; questi catturarono e imprigionarono il papa che si trovava nella cittadina di Anagni. Bonifacio VIII venne liberato dai cittadini di Anagni e poté rientrare a Roma, ma circa un mese dopo morì.
A Bonifacio successe un papa francese Clemente V che fece trasferire la sede papale da Roma ad Avignone. Iniziò così il periodo di cattività (cioè prigionia) avignonese che durò dal 1305 al 1377: in tutti questi anni i papi furono sempre francesi e sottomessi al re di Francia.
Anche quando la sede papale tornò a Roma i problemi della Chiesa continuarono. Molti vescovi, infatti, non accettarono il trasferimento ed elessero un antipapa. Si giunse fino ad avere tre papi contemporaneamente. Questo periodo è chiamato Scisma d'Occidente e durò dal 1378 al 1417.

La vicenda di Bonifacio VIII dimostrò il grande potere di cui ormai disponevano i sovrani. Mentre il Papato e l'Impero si scontravano, le monarchie si rafforzavano e riuscirono ad imporre il loro potere sull'intero territorio nazionale.
Nel Quattrocento, infatti, l'Europa si presentava come un insieme di Stati e molti di questi Stati erano monarchie nazionali: era questa la prova più evidente della crisi del Papato e dell'Impero.
Le monarchie più importanti erano la Francia, l'Inghilterra e la Spagna.

La Spagna fu, con il Portogallo la principale protagonista della grande avventura che chiuse il Medioevo: le scoperte geografiche. Spinti dalle esigenze economiche e dal desiderio di nuove conoscenze, gli Europei iniziarono a navigare gli oceani alla ricerca di un più rapido collegamento con l'Oriente.
Vennero organizzate molte spedizioni, ma la più famosa è certamente quella finanziata dalla Spagna che ebbe come protagonista il navigatore italiano Cristoforo Colombo. Colombo il 12 ottobre 1492 scoprì un continente ancora sconosciuto: l'America.

Mentre si formavano le grandi monarchie nazionali, l'Italia restava divisa in molti Stati. Per questo un'area politicamente debole. Tuttavia la nostra penisola svolse un ruolo molto importante, soprattutto nella cultura. Nel Quattrocento, infatti, si affermò nelle città italiane una nuova visione del mondo: una nuova cultura che poneva al centro della sua attenzione l'uomo.
Questa nuova cultura è stata chiamata Umanesimo e umanisti sono stati definiti i suoi protagonisti. Gli umanisti giudicavano molto severamente la cultura medievale. Essi consideravano gli autori classici e greci e latini come dei modelli a cui ispirarsi per far rinascere le arti. Per questo chiamarono la loro epoca Rinascimento: un termine che anche noi continuiamo ad utilizzare per indicare il periodo in cui si sviluppò la cultura umanistica.


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