La Preistoria Primi Uomini Primitivi


Riassunto

Il più lontano antenato dell’uomo di cui abbiamo notizia è l’Australopiteco (= scimmia del Sud).
Esso comparve nelle savane dell’Africa orientale 4 milioni e mezzo di anni fa; si è estinto (cioè scomparso) 1 milioni di anni fa. L’Australopiteco camminava già dritto, ma aveva ancora un cervello piuttosto piccolo: 450 cm^3.
I primi uomini risalgono a 2 milioni e mezzo di anni fa. Anch'essi sono vissuti in Africa.
Che cosa ci fa dire che si tratta di uomini e non di bestie?
Le bestie sono dominate dall'istinto naturale. L’uomo invece è capace di modificare il suo comportamento in base ai suoi bisogni. In particolare egli è capace di produrre strumenti che gli consentono di migliorare le sue condizioni di vita.
Il primo segno dell’intelligenza umana, dunque, è la capacità di produrre strumenti di lavoro. Proprio per questo il primo uomo è stato definito Homo habilis: uomo abile, capace di costruire.
L’Homo habilis aveva un cervello di circa 600 cm^3. Si è estinto 1 milione di anni fa.

Con l’Homo habilis e i suoi strumenti inizia la parte più antica della preistoria: il paleolitico (= antica età della pietra).
E’ un periodo lunghissimo che comprende la maggior parte della vicenda umana: da 2 milioni e mezzo di anni fa fino a 12000 anni fa. I primi strumenti sono realizzati dall’Homo habilis con una tecnica molto semplice. Egli tiene fermo un sasso con una mano, mentre con l’altra lo colpisce utilizzando una pietra più dura. In questo modo spezza il sasso e ottiene un bordo tagliente.
Questi strumenti sono i primi documenti storici: i primi oggetti che ci permettono di ricostruire la vita dei nostri antenati.
Per esempio, ci hanno fatto capire che l’Homo habilis non era cacciatore. Tra i suoi strumenti, infatti, non si trovano armi che potessero servire a cacciare.
Gli strumenti dell’Homo habilis servivano soprattutto a tagliare. Al limite, per tagliare la carne di animali già morti.
L’Homo habilis dunque non viveva di caccia, ma si nutriva di tutto ciò che poteva trovare nella savana: anche delle prede abbandonate da leoni o leopardi.
Circa 1800000 anni fa comparve una nuova specie di uomo: l’Homo erectus (=eretto). Il suo cervello all'inizio aveva un volume di 800 cm^3, ma dopo un milione di anni raggiunse i 1200 cm^3. Un milione di anni fa l’Homo erectus, partendo dall'Africa  cominciò a occupare l’Europa e l’Asia, adattandosi ad ambienti e climi diversi.
Questa diffusione dell’uomo fu certamente favorita da una nuova conquista: l’uso del fuoco. I resti ritrovati dagli archeologi, infatti, dimostrano che l’Homo imparò ad usare il fuoco almeno 450000 anni fa.
Il dominio del fuoco migliorò moltissimo la condizione degli uomini:
  • consentì di disporre di cibo cotto, più tenero e digeribile;
  • permise di proteggersi dal freddo; così gli uomini poterono abitare anche territori che avevano un clima meno caldo di quello africano;
  • consentì di illuminare la notte e di tenere lontane le bestie.

Il dominio del fuoco pose anche qualche problema ai nostri antenati. Il fuoco ha bisogno di cura e sorveglianza: è necessario evitare che si spenga; bisogna provvedere a raccogliere della legna per accenderlo.

Insomma è probabile che gli uomini si siano dovuti organizzare per sfruttare la nuova conquista: qualcuno, per esempio, si sarà specializzato nel governo del fuoco o nella cottura del cibo.

Circa 400000 anni fa si estinse l’Homo erectus e comparvero le prime tracce di una nuova specie umana: l’Homo sapiens (=sapiente).
L’Homo sapiens costruiva strumenti in pietra che gli permettevano un maggior dominio sulla natura. Egli non si nutriva più solo con i frutti spontanei della natura. Riusciva a cacciare animali, anche più grandi di lui: cervi, bisonti, mammut (una specie di grande elefante peloso).
Un particolare tipo di Homo sapiens, che popolò l’Europa a partire da 130000 anni fa, viene chiamato anche Uomo di Neanderthal, dal nome della località tedesca dove sono stati trovati i primi resti.
L’uomo di Neanderthal aveva una corporatura molto robusta, le spalle larghe e muscolose, la fronte bassa; e aveva un cervello molto sviluppato, più grande del nostro.
Non era molto diverso da noi. Secondo il giudizio scherzoso dello storico inglese contemporaneo Carlton Coon, un neanderthaliano che prendesse oggi la metropolitana di Londra indossando cappello e cravatta passerebbe del tutto inosservato.
Poco meno di 100000 anni fa cominciarono a comparire altri tipi di documenti. I resti umani che prima erano abbandonati là dove si trovavano, ora mostrano segni di una vera e propria sepoltura.
La sepoltura è una pratica che non soddisfa un bisogno immediato: non serve cioè a nutrirsi o a ripararsi dal freddo. Infatti nessun animale la conosce. Essa esprime invece una forma di rispetto verso il defunto. L’uomo cominciava ad elaborare un nuovo tipo di pensiero, rivolto a interessi superiori: qualcosa che potremmo chiamate una sua spiritualità.

L’evoluzione dell’animale “uomo” si avviava a conclusione.
Le prime tracce dell’uomo moderno (cioè quello attuale) si trovano in Medio Oriente e risalgono a circa 100000 anni fa. Gli studiosi hanno chiamato questo tipo di uomo Homo sapiens sapiens.
Egli si affiancò poco per volta all'uomo di Neanderthal. A partire da circa 35000 anni fa rimase l’unico padrone della Terra.
In quell'epoca l’ambiente naturale era molto diverso da quello attuale. Il clima della Terra è cambiato molte volte nel passato. Vi sono state epoche più calde di oggi ed epoche molto più fredde, in cui avvennero le glaciazioni.
L’ultima grande glaciazione durò, con brevi interruzioni, dall’80000 al 10000 a.C. A quei tempi la Scandinavia e l’arco alpino erano coperti da uno spesso strato di ghiacci permanenti.
Nel resto dell’Europa dominava la tundra: una vasta pianura, gelata per molti mesi all'anno  con pochi bassi arbusti.
Invece regioni attualmente aride e desertiche, come il Nord Africa, erano coperte di pascoli e foreste.
Enormi masse d’acqua erano accumulate nei ghiacciai. Per questo il livello dei mari si era abbassato, creando un passaggio fra l’Asia e l’America.

Circa 30000 anni fa alcuni uomini percorsero a piedi questa striscia di terra ghiacciata, occupando un nuovo continente. Erano gli antenati dei cosiddetti Indiani d’America.

Circa 35000 anni fa la tecnica era ormai molto sviluppata e gli uomini costruivano vari tipi di attrezzi in pietra.
Gli archeologi hanno trovato anche oggetti costruiti con altri materiali, come l’osso, l’avorio, il corno: punteruoli, aghi, pettini ecc.
La forma di questi oggetti non risponde più soltanto alle necessità dell’uso, ma esprime un certo gusto artistico. In varie aree compare una vera e propria arte. In molte caverne europee si sono trovate pitture risalenti a un periodo che va da 25000 a 10000 anni fa.
E poiché incisa o dipinta sulla roccia, quest’arte viene detta rupestre. In queste pitture sono rappresentati gli animali con cui l’uomo divideva il dominio della terra: bisonti, cervi, mammut ecc.
Altre opere, per lo più piccole statuette, rappresentano invece figure umane, solitamente femminili.
Il progresso della vita spirituale è segnalato anche dal fatto che le sepolture diventano sempre più frequenti. Troviamo segni di un preciso rituale:
  • i morti sono sepolti con ornamenti in osso e madreperla;
  • spesso sono ricoperti di ocra, una terra di colore rosso che forse simboleggiava la vita;
  • l'analisi del terreno ha permesso di trovare in certi casi grandi quantità di pollini, segno che i morti erano ricoperti di fiori.
Intorno al 10000 a.C. terminò l'ultima glaciazione. In Europa i ghiacciai si ritirarono, liberando larghe e profonde valli nelle Alpi. In Nord Africa il clima divenne più caldo e asciutto.
Cominciava il mesolitico (= media età della pietra).
Le tecniche di caccia si perfezionarono. Si inventò l'arco.
La prova più evidente dell'uso dell'arco è costituita da alcune pitture scoperte in Spagna che risalgono appunto al mesolitico.
In quest'epoca anche la pesca divenne importante nella vita degli uomini. Lo dimostrano gli ami, le reti e le trappole da pesca che gli archeologi hanno trovato.
Nel mesolitico l'uomo conquistò uno dei suoi amici più fedeli: il cane, che proprio in questo periodo venne addomesticato.
Si sperimentarono anche vari sistemi di conservazione del cibo. Alcune buche nel terreno trovate presso accampamenti mesolitici in Medio Oriente sono i primi granai. Il mesolitico durò in Europa fino al 5000 a.C. In Medio Oriente invece lasciò fin dall'8000 a.C. il campo ad una nuova fase della preistoria: il neolitico.


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