Neorealismo (Cinema)


Riassunto:
Il Neorealismo suscitò anche un'importante fioritura cinematografica, che ebbe il merito di diffondere in tutto il mondo, dopo il 1945, il nome di grandi registi e di grandi attori del cinema italiano di allora. La prima pellicola che si può considerare (e che fu infatti definita) neorealista fu Ossessione, girata nel 1942 dal giovane Luchino Visconti.
Negli anni immediatamente successivi alla guerra uscirono altri film, che rinnovarono sia il modo di raccontare sia i contenuti del cinema: innanzitutto si preferì un ritmo narrativo più rapido ed essenziale; inoltre, si portarono sugli schemi i semplici personaggi della vita popolare, operai, contadini, disoccupati, che presero il posto degli eroi falsi e artificiali su cui, in precedenza, si era proiettato l'immaginario collettivo degli spettatori. Si arrivò a filmare il nudo spaccato di vita, con attori presi dalla strada.
Il cinema diffuse così un nuovo modello di umanità, schietta e vitale, con il sottofondo di un'ideologia democratica e popolare: fu un passaggio culturale decisivo, perché il cinema era un mezzo di divulgazione assai più vicino al grande pubblico di quanto non lo fossero i libro o la letteratura.
Sono considerati i capolavori del cinema neorealistico due film di Roberto Rossellini (Roma città aperta del 1945 e Paisà del 1946) e due di Vittorio De Sica (Sciuscià del 1946 e Ladri di biciclette del 1948).
Va anche ricordata l'intensa attività di sceneggiatura dello scrittore emiliano Cesare Zavattini, collaboratore di De Sica e autore anche di sceneggiature originali; ricordiamo quella per il film Miracolo a Milano (girato da de Sica nel 1951), che Zavattini ricavò dal proprio precedente libro Totò il buono (1943).
In seguito il Neorealismo cinematografico registrò una certa involuzione, riducendosi a filmare il folklore locale. Furono valorizzate vicende commoventi e personaggi sfortunati in film come Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini, L'oro di Napoli di De Sica, Poveri ma belli di Dino Risi.
Esiti migliori vennero da autori che superarono la nuda cronaca a favore di una maggiore coscienza problematica; tra questi ricordiamo: La terra trema di Luschino Visconti ispirato dai Malavoglia di Verga; in nome della legge di Pietro Germi; Processo alla città di Luigi Zampa.


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