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Riassunto: Il Neoclassicismo


Riassunto:
Alla fine del Settecento e fino ai primi anni del XIX secolo è vivissimo in Europa l'interesse per l'arte classica considerata come modello ineguagliato di bellezza, di armonia e di equilibrio.
Il Neoclassicismo, così viene chiamato questo movimento, si sviluppa anche grazie all'interesse per la ripresa degli scavi archeologici a Pompei e per la scoperta di Ercolano, città ai piedi del Vesuvio sepolte dall'eruzione del 79 d.C.

Dalle ceneri del Vesuvio riaffiora un'antica città
Di Ercolano, completamente cancellata dalle ceneri era rimasta solo la memoria: la città era scomparsa, senza lasciare alcuna traccia. Ma nel 1709, durante lo scavo per la costruzione del pozzo, venne scoperta una parte della scena del teatro. Allora, nel 1738, per ordine del re di Napoli, Carlo III di Borbone, si iniziarono scavi regolari che durarono fino al 1766. Da subito vennero alla luce moltissime statue, reperti e oggetti. L'emozione suscitata da queste stupende opere d'arte che per secoli erano state sepolte sotto le ceneri vulcaniche fu grandissima e si diffuse fra gli intellettuali di tutta l'Europa, contribuendo a creare il mito della classicità.

La nobile semplicità e quieta grandezza
Nelle opere della classicità greca e romana gli intellettuali vedono esempi di una bellezza superiore, ideale, caratterizzata da nobile semplicità e quieta grandezza; l'attrazione che essa esercita è dovuta al fatto che non si tratta di una bellezza solo esteriore ma dell'espressione della libertà interiore di uomini capaci di dominare le loro passioni. Nell'arte classica gli uomini del Settecento ammirano la sua capacità di esprimere in modo puro e rigoroso un ritorno alla semplicità della natura, all'incontaminato, all'eroico.
Si crea dunque una vera e propria corrente di gusto che influenza fortemente le arti figurative, in cui domina la figura dello scultore Antonio Canova, ma anche la letteratura, che riprende temi, miti, personaggi della classicità. Le opere migliori sono quelle che esprimono la nostalgia per la classicità ideale: questo modo di considerare il mondo classico avvicina il neoclassicismo alla sensibilità romantica.
In Italia Vincenzo Monti, che traduce l'Iliade, e Ugo Foscolo, con le Odi e le Grazie, ne sono i maggiori esponenti.


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