Biografia: Miguel De Unamuno


Biografie: 
Nacque a Bilbao, nella regione basca della Spagna, nel 1864 da una famiglia benestante; studiò nella sua città e a Madrid, laureandosi in lettere e filosofia. Nel 1889 cominciò a pubblicare i suoi scritti e fece un viaggio in Francia e in Italia. Nel 1891, appena sposatosi con Concha Ljzarraga, vinse la cattedra di letteratura greca all'università di Salamanca dove nel 1901 fu nominato Rettore. Fu destituito da questo incarico nel 194 per la sua attività contro la monarchia di Alfonso XIII, mentre nel 1924 fu confinato nelle isole Canarie a causa dell'opposizione alla dittatura di Primo de Rivera. Riuscì a fuggire e a rifugiarsi a Parigi e poi a Hendaye, città francese sul confine spagnolo. Tornò in patria alla fine della dittatura, nel 1930, e fu reintegrato nella sua carica di Rettore universitario a Salamanca dove morì nel 1936, alla vigilia della guerra civile. Unamuno si dedicò costantemente alla ricerca filosofica di cui si trovano tracce in tutte le sue opere: romanzi, poesie, drammi teatrali, saggi.

Le idee e la poetica
Miguel De Unamuno fu uno spirito tormentato che visse profondamente la tragedia spirituale della Spagna agli inizi del secolo ventesimo, combattuta fra le tradizioni e i moderni orientamenti culturali. Uomo di singolare erudizione e di alta sensibilità, fu particolarmente attento alle vicende storiche politiche e culturali della sua patria, divenendo per molti un ideale punto di riferimento per la solidità e la coerenza della sua condotta morale che gli causò persecuzioni ed esilio. L'opera di Unamuno è dominata dallo sforzo di conciliare l'irriducibile contrasto fra materia e spirito e di affermare la superiorità dell'ideale sul reale, del divino sull'umano. Questa inquietudine di ricerca interiore lo fece sentire vicino agli atteggiamenti culturali del Decadentismo europeo e in questo senso egli fu la più vigorosa personalità della generazione del '98 che intese europeizzare la Spagna, aprendola agli influssi della cultura degli altri paesi e avviandola al modernismo. Per questo l'opera di Unamuno, anche se non fu modernista, ebbe grande importanza come impulso a future innovazioni.
Il 1898 fu l'anno in cui la Spagna perse le ultime colonie americane e in questa data è simboleggiato il crollo definitivo del prestigioso impero coloniale iniziato da Carlo V; diventò, quindi, il simbolico momento per l'esplosione di un turbamento spirituale che era nell'aria da tempo fra gli intellettuali. Essi erano concordi nel riconoscere che la Spagna aveva toccato il fondo del decadimento e che la sua cultura era viziata di grande provincialismo. Fondando il gruppo Le generazioni del '98 intesero rinnovare la cultura spagnola, riportandola a una tradizione vigile e sana e adattandola alle esigenze del gusto contemporaneo europeo. La coscienza negativa del '98 divenne così un fatto positivo che favorì l'inserimento della letteratura spagnola nello spirito del modernismo europeo. Alfonso XIII di Spagna regnò dal 1902 al 1931. Nel 1923 approvò il colpo di Stato del generale Miguel Primo de Rivera il quale, sospesa la Costituzione, costituì un direttorio militare e affidò i ministeri a tecnici estranei ai partiti. Questo regime non riuscì a mantenersi la fiducia dei militari né l'adesione popolare e il re licenziò il De Rivera che morì in esilio a Parigi poco dopo (1930).

Fra le tante ricordiamo:

Vita di Don Chisciotte e Sancho (Vida de Don Quijote y Sancho, 1905): è un opera filosofica intessuta sugli episodi del Don Chisciotte di Cervantes. Unamuno, pur accettando l'interpretazione comune secondo la quale il cavaliere era pazzo, interpreta quella pazzia come una maggiore affermazione della personalità e del desiderio dell'eterno. Ad esempio, l'assalto ai mulini a vento è interpretato come espressione della lotta dello spirito contro la brutalità della macchina. Così tutta l'opera diventa un pretesto per esprimere le insoddisfazioni dell'uomo preso fra la morsa del reale e l'aspirazione all'ideale.

Nebbia (Niebla, 1914): un romanzo che si può dividere in due parti. Nella prima parte è narrata una vicenda abbastanza banale: Augusto Perez sposa, per salvarla da una catastrofe  economica, Eugenia che è innamorata di un fannullone, Maurizio. Il matrimonio si rivela un disastro perché Eugenia fugge con l'amante lasciando Augusto nella disperazione. Nella seconda parte Augusto si reca dal poeta Miguel de Unamuno (che ha scritto un trattato sul suicidio) per manifestargli la decisione di uccidersi. Ma il poeta gli dice che non lo può fare perché non appartiene a sé stesso, ma in quanto personaggio di un romanzo appartiene al suo autore che lo farà morire a suo piacimento. Questo gioco intellettualistico della seconda parte, anticipa certe soluzioni del teatro del Novecento, e specificamente pirandelliano.

La zia (La Tìa Tula, 1921): una storia piuttosto patetica, incentrata sull'amore devoto e mai confessato di Tula per Ramiro che sposa, invece, sua sorella Rosa. Il tono della narrazione, che potrebbe scadere nella banalità, è reso impeccabile dall'autore nel volgere tutta l'attenzione all'interiorità del personaggio, facendone uno studio psicologico denso e approfondito.

Canzoniere (Cancionero, postumo 1953): una ricca raccolta di poesie, quasi un diario lirico.


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